CalabriaNews

BRUNO PANUZZO E PIETRO CREMONA CONFERISCONO A KERRY KENNEDY IL PREMIO “INCONTRI NOTEVOLI 2026”

A Torino si è concretizzato un evento di rara intensità civile e culturale. All’interno della struttura OGR (Officine Grandi Riparazioni) oggi uno dei più importanti centri culturali e di innovazione in Italia, si è svolto “Bridges of Hope – Parole che cambiano il mondo”, evento promosso dalla “Robert F. Kennedy Human Rights Italia” e capace di trasformare la città in un crocevia internazionale di coscienze, idee e visioni. Oltre cinquecento studenti, provenienti da ventisette scuole italiane ed europee, hanno dato vita a un laboratorio diffuso di cittadinanza attiva, reinterpretando tramite Podcast, cortometraggi, performance teatrali e videoclip —linguaggi contemporanei e sensibilità nuove — il pensiero di Robert F. Kennedy. Al centro della scena, con una presenza al contempo autorevole e profondamente empatica, Kerry Kennedy (figlia di Robert) ha ribadito il valore pedagogico dell’iniziativa, indicando nei giovani “i custodi più autentici di un futuro fondato su inclusione, responsabilità e giustizia”.

Discendente di una delle dinastie più emblematiche del Novecento e nipote del 35° presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy, Kerry Kennedy incarna una continuità morale che travalica la storia per radicarsi nell’azione quotidiana. È in questo contesto, denso di significati e suggestioni, che si è inserito uno dei momenti più toccanti dell’intera giornata: il conferimento del “Premio Incontri Notevoli 2026” a Kerry Kennedy da parte di Bruno Panuzzo e Pietro Cremona. Un gesto simbolico ma carico di risonanza, che ha unito idealmente la Calabria — terra di partenza dei promotori — a una dimensione globale della difesa dei diritti umani. La targa, dedicata non solo alla premiata ma anche alla memoria del padre Robert F. Kennedy — barbaramente assassinato il 5 giugno 1968 a Los Angeles — e alla madre Ethel Kennedy, recentemente scomparsa, ha suscitato una visibile commozione. Nel leggerne le parole, Kerry Kennedy ha ceduto a un’emozione autentica, ricambiando con un abbraccio caloroso Panuzzo e Cremona, in un gesto che ha superato ogni formalità istituzionale per farsi testimonianza umana. Nel suo intervento, Kerry Kennedy ha evocato la figura materna come esempio luminoso di resilienza e dedizione: una donna che, di fronte alla tragedia, seppe trasformare il dolore in impegno, crescendo i figli e al contempo dedicandosi agli altri, agli ultimi, a chi necessitava di sostegno e dignità. Un racconto che ha lasciato un’impronta profonda nei giovani presenti, restituendo concretezza a parole spesso abusate. Di particolare intensità è stata la dichiarazione di Bruno Panuzzo, che ha affidato a parole sentite e partecipate l’emozione di un incontro destinato a lasciare un segno indelebile: «Non avrei mai pensato d’incontrare nella mia vita Kerry Kennedy, persona speciale e di alto profilo, per me un esempio alto e luminoso di vita. Ho sempre apprezzato la figura di Robert F. Kennedy ed il suo grande esempio di giustizia, legalità e di valorizzazione dei diritti umani. Proprio sul suo pensiero e su quello della moglie avevamo realizzato, con un istituto scolastico ed una associazione della Locride in Calabria, il progetto “America?”, che parla del grande esempio di diverse donne americane, spesesi per i diritti civili, per la pace e per l’uguaglianza. Oggi, con il “Premio Incontri Notevoli 2026” a Kerry Kennedy, si è chiuso idealmente il cerchio. Non dimenticherò mai la sua dolcezza e la grande disponibilità, elementi secondi solo all’immenso carisma ed al grande impatto che la stessa ha sui giovani. Un esempio da seguire in un periodo difficile. Ringrazio di vero cuore la “Robert F. Kennedy Human Rights Italia” per averci accolto a questo evento straordinario e personalmente esprimo la mia gratitudine a due persone che hanno reso possibile per noi tutto ciò: Valentina Paglia e Francesco Bartalesi. Attimi indelebili che ricorderò per tutta la vita». A sua volta, Pietro Cremona — già docente e presidente della fondazione omonima — ha consegnato, oltre alla targa, l’opera “La Leggenda degli Zingari”, un progetto corale che intreccia linguaggi e sensibilità: scritta dallo stesso Cremona, arricchita dalle fotografie di Domenico Cavallo e dalle musiche di Bruno Panuzzo, l’opera era già stata presentata negli Stati Uniti, a Washington D.C., suggellando un ponte culturale tra Italia e America nel segno dell’arte e della memoria.

Nel suo ricordo, Cremona ha evocato con commozione il momento in cui, ancora ragazzo, apprese alla radio la notizia dell’assassinio di Robert Kennedy: un trauma collettivo che segnò un’epoca, la stessa in cui furono tragicamente spezzate le vite di figure capitali come Martin Luther King e Malcolm X, oltre allo stesso John F. Kennedy. La giornata si è conclusa con la premiazione delle Olimpiadi dei diritti umani in lingua inglese, suggellando un evento che ha saputo coniugare formazione e partecipazione, memoria e progettualità. Torino, ancora una volta, si conferma crocevia privilegiato di cultura e impegno civile, capace di ospitare e rilanciare messaggi universali. E in quell’abbraccio tra Kerry Kennedy, Bruno Panuzzo e Pietro Cremona si è forse condensato il senso più profondo dell’intera iniziativa: la trasmissione viva di un’eredità morale che, lungi dall’appartenere al passato, continua a interrogare il presente e a orientare il futuro.

Radio Siderno La Cometa, testata giornalistica iscritta al Tribunale di Locri registro stampa n. cronol. 163/2026. Direttore Responsabile: Michele Macrì