All’Ic Mandatoriccio in scena il sogno di “Cera una volta Cicciarella”
Nella scuola guidata dalla ds Mirella Pacifico la lettura incontra il teatro
Una comunità educante unita trasforma il romanzo del pedagogista Giuseppe Trebisacce in uno spettacolo di emozioni, memoria e speranza
MANDATORICCIO (CS) – Un libro, una dirigente scolastica che crede profondamente nel valore educativo del teatro, docenti capaci di mettersi in gioco con passione e una comunità intera pronta a collaborare. Sono stati questi gli ingredienti che hanno reso possibile la realizzazione di un altro piccolo grande sogno nell’Istituto comprensivo di Mandatoriccio, trasformato per un giorno in un vero e proprio palcoscenico per la rappresentazione teatrale di “C’era una volta Cicciarella”, opera del professor Giuseppe Trebisacce.
Una storia intensa e coinvolgente che parla di amore, speranza, coraggio, sacrificio e riscatto. La vicenda di Cicciarella, bambina calabrese che attraversa alcune delle pagine più significative della storia del Novecento, è diventata occasione di crescita, riflessione e condivisione per gli alunni delle classi quinte della scuola primaria di tutti i plessi dell’istituto.
La rappresentazione nasce dalla volontà della dirigente scolastica Mirella Pacifico, di utilizzare il teatro come strumento di inclusione, partecipazione e unità tra le diverse realtà scolastiche. Un obiettivo pienamente raggiunto grazie all’impegno dei docenti che hanno scritto la sceneggiatura, seguito gli alunni nella preparazione, curato scene e costumi e mantenuto costanti rapporti con le famiglie, trasformando un progetto culturale in una straordinaria esperienza educativa.
“Ogni volta che un sogno si realizza – è stato sottolineato nel corso della manifestazione – la fatica si tramuta in gioia, il dubbio in luce e la normalità in meraviglia”. E la meraviglia è stata tutta negli occhi dei bambini, teneri, spontanei e bravissimi nelle loro interpretazioni, affrontate con senso di responsabilità e con la genuina bellezza della loro età.
Lo spettacolo ha rappresentato il punto culminante di un percorso didattico che ha coinvolto l’intera comunità educante. Il romanzo di Trebisacce è stato infatti approfondito anche dagli alunni delle classi terze e quarte, dai cui lavori è nato un prezioso diario di bordo contenente riflessioni, elaborati e illustrazioni successivamente donati all’autore.
“Fondamentale – ha evidenziato la dirigente Pacifico – il contributo di tutte le insegnanti delle classi quinte che, coordinate dalle docenti Maria Teresa Scorpiniti e Daniela Voltarelli, hanno guidato gli alunni verso una rappresentazione corale e armonica, dimostrando autentico spirito di squadra e forte senso di comunità. Determinante anche l’apporto dei docenti di strumento musicale, che hanno impreziosito la rappresentazione con l’eleganza della musica dal vivo, e dei genitori, che hanno collaborato con entusiasmo e disponibilità”.
Particolarmente apprezzata la presenza del professor Giuseppe Trebisacce, tra i più autorevoli pedagogisti italiani, già ordinario di Storia della Pedagogia all’Università della Calabria e già Pro Rettore dell’Ateneo, autore di numerosi testi scientifici e delle opere “Cicciarèlle. Come un romanzo” e “C’era una volta Cicciarella”.
All’evento hanno preso parte anche il neo eletto sindaco di Campana, Giacinto Parrotta, i parroci don Enzo Malizia e don Pino Straface, la ds Rachele Anna Donnici, la presidente del Consiglio d’Istituto Graziella Savo e alcuni consiglieri, testimoniando la vicinanza delle istituzioni e del territorio al mondo della scuola.
Alla dirigente scolastica non sono mancate parole di ringraziamento verso il dsga, Serafino Catalano, collaboratori scolastici Veltri e Federico per l’indispensabile lavoro dietro le quinte, Roberto Alvaro e Giuseppe Diaco per il supporto tecnico, Mario Filippelli e ai suoi collaboratori per la realizzazione della scenografia, nonché verso quanti hanno contribuito con materiali, arredi, pizzi, merletti, mobili d’epoca e persino con la raccolta della profumata ginestra che ha reso ancora più autentica l’ambientazione.
L’iniziativa ha dimostrato come la scuola possa diventare luogo di incontro tra memoria e futuro, cultura e partecipazione, formazione e cittadinanza. Un’esperienza che ha saputo restituire attualità ai valori raccontati nel romanzo di Trebisacce e che ha trasformato una semplice rappresentazione teatrale in una significativa lezione di comunità.
Perché, come insegna la storia di Cicciarella, i sogni sono l’anticamera della realtà: aiutano a ridurre la distanza tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. E quando una scuola riesce a coinvolgere studenti, famiglie, docenti e territorio in un progetto comune, quel sogno diventa davvero realtà. (Fonte: Istituto comprensivo Mandatoriccio / Comunicazione: Studio di Sociologia e comunicazione Dott. Antonio Iapichino)
