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Tavola rotonda su Archeologia, Territorio e Futuro

Dialog Festival: la Locride lancia la sfida della
Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico
Grande partecipazione di pubblico, primi cittadini e rappresentanti istituzionali, venerdì sera, alla Villa Romana di Casignana, dove il Dialog Festival ha vissuto uno dei momenti più significativi della sua terza edizione con il Forum Archeologia, Territorio e Futuro. Un incontro che ha trasformato il sito archeologico in un laboratorio di pensiero, ponendo al centro la proposta di Officine delle Idee di costruire una rete territoriale capace di fare della Locride il territorio pilota della futura Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico.
L’iniziativa è stata aperta dai saluti istituzionali del sindaco di Casignana Rocco Celentano, che ha indicato nei verbi conoscere e valorizzare la responsabilità delle comunità contemporanee. «Non si può amare ciò che non si conosce e non si può tutelare ciò che non si comprende», ha affermato, sottolineando come la Villa Romana debba diventare un bene vivo, accessibile ai giovani, alle scuole e ai visitatori, capace di generare economia, lavoro e opportunità attraverso una visione condivisa che superi i confini dei singoli Comuni.
Il presidente del Consiglio comunale Franco Crinò, moderatore del Forum, ha dunque richiamato il tema del Mediterraneo come spazio di dialogo e di pace scelto per questa edizione del Festival, ricordando il valore della Villa Romana quale patrimonio dell’intera civiltà mediterranea messo in evidenza anche dalla lettura di un messaggio del Presidente dell’Associazione Calabro Lombarda Leonardo Musuraca e introducendo il confronto tra studiosi, istituzioni e mondo della ricerca.
Il cuore dell’incontro è stato l’intervento del direttore artistico del Dialog Antonio Blandi, che ha presentato ufficialmente il progetto destinato ad aprire un confronto di carattere nazionale. La proposta prevede l’istituzione del riconoscimento di Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico, un titolo oggi inesistente che nasce proprio dalla Locride. Blandi ha spiegato che l’obiettivo non è premiare il sito più bello, ma il territorio capace di costruire alleanze, coinvolgere le comunità e trasformare il patrimonio storico in sviluppo. «I piccoli siti, da soli, non creano economia. Diventano futuro soltanto quando fanno rete», ha dichiarato, annunciando un percorso che vedrà il 2027 dedicato alla preparazione della candidatura e il 2028 come anno della prima rappresentatività del progetto.
Il presidente del GAL Terre Locridee Francesco Macrì ha ribadito che la cultura deve diventare un’alleanza stabile tra amministrazioni, istituzioni e cittadini, elogiando l’intuizione progettuale di Blandi e confermando la disponibilità del GAL a sostenere concretamente il percorso. Dello stesso tenore l’intervento del direttore del GAL Guido Mignolli, che ha avanzato tre proposte operative: una call internazionale di idee per la valorizzazione estetica dei parchi archeologici, programmi di cooperazione europea dedicati ai giovani e la nascita di imprese culturali e creative capaci di trasformare il patrimonio archeologico in un sistema produttivo, confermando in definitiva la volontà del GAL di aderire all’iniziativa e predisporre il dossier di candidatura e di attività propedeutiche a rendere la Locride prima Capitale Italiana dell’Archelogia e del Turismo Storico il 2028.
L’archeologo dell’Università di Perugia Gianluca Grassigli ha definito la proposta «una risposta concreta a un problema nazionale», evidenziando come l’Italia possieda una straordinaria ricchezza di piccoli siti archeologici che soltanto una rete territoriale può rendere realmente attrattivi. Il docente ha inoltre sottolineato l’entusiasmo con cui la comunità di Casignana ha accolto i suoi studenti impegnati in una campagna di tutela e valorizzazione del sito archeologico, indicando proprio nel rapporto tra cittadini e patrimonio la chiave della valorizzazione futura.
A chiudere la sessione è stato il vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Crinò, che ha trasformato quella che all’inizio era stata definita una provocazione in un vero progetto politico e culturale. «Dobbiamo smettere di parlare di periferia e costruire una grande infrastruttura materiale e immateriale capace di raccontare la Locride al mondo», ha affermato, proponendo la costituzione di un tavolo permanente tra Comuni, GAL, Regione, Città Metropolitana e associazioni per rendere operativo il percorso.
Il dibattito si è arricchito degli interventi degli amministratori presenti, tra i quali ricordiamo Luca Ritorto di Gioiosa Ionica, Domenico Modaffari di Africo, Paolo Pulitanò di Samo, Giuseppe Cuzzola di Bruzzano Zeffirio, la sindaca di Pazzano Maria Antonietta Coniglio e l’assessore del Comune di Motta San Giovanni Enza Mallamaci, che hanno sottolineato la necessità di coinvolgere stabilmente gli istituti scolastici con visite didattiche e percorsi educativi, affinché gli studenti diventino i primi custodi del patrimonio. È stato inoltre proposto che al futuro tavolo tecnico partecipino anche gli operatori economici e commerciali. Nel corso della discussione è emersa con forza l’importanza di creare una rete tra i diversi territori e di sostenere un’iniziativa capace di restituire ai luoghi archeologici il loro ruolo di spazi di aggregazione e di identità collettiva, prospettive che, di fatto, già danno avvio al percorso di candidatura del territorio a Capitale Italiana della Archeologia e del Turismo Storico per l’anno 2028.
Attraverso il Dialog Festival la Locride lancia così dimostra così di non volersi più limitare a custodire il proprio passato, ma di trasformarlo in una strategia condivisa di futuro, sviluppo e rinascita culturale.

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