SALUTE: POLVERIERA CARBURANTE, SUD STRESSATO OLTRE I LIVELLI DI GUARDIA
Le proteste per il caro carburante in questi giorni hanno raggiunto il climax: sciopero dei tir, pompe di benzina vuote, in alcuni casi scaffali dei supermercati vuoti per difficoltà di approvvigionamento, i cortei stanno colpendo tutte le provincie del sud Italia. Una situazione di forte stress che coinvolge anche chi la protesta la subisce: l’allarme viene lanciato dal centro studi Pool Pharma che ha effettuato un’indagine su 258 internauti residenti nell’area coinvolta e da questo emerge che l’agitazione sentita dai settori più colpiti dal caro – carburante si propaga trasversalmente sulla popolazione. I rilevamenti nelle aree interessate parlano chiaro: la provincia in cui viene percepito un ‘non giustificato senso di agitazione’ è quella di Cosenza (72% dei casi), seguita da Potenza (66%), parimerito Foggia e Cagliari (62%), segue Raggio Calabria (59%), Caserta (55%), Palermo (48%), Bari (44%), Napoli (40%) e Isernia (33%). Un dato che può essere strettamente correlato ad un alto livello di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che se non controllato può portare a malessere fisiologico. “Il cortisolo è scatenato dall’ansia e dalle continue notifiche: il sistema nervoso autonomo simpatico, deputato allo stato di ‘attacco o fuga’, è sempre attivato” spiega Camilla Pizzoni, Direttore Generale Pool Pharma. Con tutte queste concause il corpo può produrre cortisolo oltre i livelli di guardia, alterando il naturale ciclo sonno-veglia ed esponendo l’organismo a stanchezza e stress cronico oltre ad avere conseguenze su altri impatti sull’equilibrio fisiologico. Prosegue Pizzoni: “Lo stress danneggia e quindi influenza anche l’infiammazione di basso grado, anche il deficit microcircolatorio e si consolida negli anni. Tutto questo porta a uno squilibrio del cortisolo ma cronico, non periodico. Quello che incide sull’eccesso di cortisolo è la frenesia del mondo occidentale, degli input digitali, di dover fare 1000 cose in una volta”. Lo stress causato da problemi e vita frenetica è tra le principali cause di cortisolo alto, il cosiddetto ‘ormone dello stress’ portatore di stati di disagio come insonnia, ansia e irritabilità che si alimenta nella quotidianità.
Una delle manifestazioni più evidenti di un eccesso di cortisolo alto è la ritenzione idrica, che in questo periodo può crescere per la maggiore sedentarietà, un’alimentazione più calorica e la tendenza a bere meno acqua. Ritenzione che, oltre a portare inestetismi, crea oggettivi squilibri dell’intera circolazione linfatica e venosa. Secondo il Dott. Fabrizio Malipiero, docente in Nutraceutica e Nutrigenomica presso l’Università Alma Mater di Bologna: “Al contrario del passato oggi si affronta questo tema andando al di là dell’inestetismo: si lavora in termini di benessere sistemico, non solo concentrandosi su una mera riduzione dei liquidi e della ritenzione idrica. L’approccio moderno è di lavorare sul supporto al microcircolo, contemporaneamente al drenaggio linfatico, l’equilibrio elettrolitico (molto importante è conservare i sali minerali) e sostegno quindi anche della funzionalità venosa”.
Da un punto di vista sociale lo stress colpisce in maniera trasversale uomini e donne ma sono quest’ultime a subirne più facilmente gli effetti: sottoposte alla gestione di casa, dei figli e dei loro impegni scolastici al termine della giornata tendono a mantenere lo stato di carico cognitivo che condiziona la produzione di cortisolo. Ma l’uomo non ne è immune, prosegue il prof Malipiero: “La ritenzione è molto collegata alla sedentarietà, al sovrappeso dominante tipico dell’uomo ma soprattutto allo stress troppo elevato. In maniera trasversale la ritenzione colpisce uomo e donna con un’alimentazione ricca di sale o alcolici o comunque disordinata che porta un affaticamento del fegato, che è collegato alla ritenzione”.
