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SALUTE: NEL SUD PIÙ STRESSATI CHE AL SETTENTRIONE, INCIDE CARO CARBURANTI

Pil e occupazione in crescita ma il cortisolo, l’ormone dello stress, è ai massimi

Il sud sorpassa il nord: occupazione a +1.5% contro +0.9% di Nord-ovest e +0.8% di Nord-est e Pil a +0.6% vs +0.5% per entrambi secondo l’Istat. Ma il benessere non si misura solo in reddito pro-capite, l’incremento delle performance comporta un livello superiore di stress e l’impatto si può sentire nella vita quotidiana. A maggior ragione se, come avvisano gli esperti, si incrocia con le proteste di questi giorni per il caro carburante che sta infiammando il sud Italia, con grandi manifestazioni che hanno coinvolto autotrasportatori, agricoltori e pescatori in Sardegna, in Sicilia, Puglia ma anche Lazio, Calabria, Basilicata. L’allarme viene lanciato dal centro studi Pool Pharma che ha effettuato un’indagine su 235 internauti residenti nel Sud Italia e da questo emerge che i lavoratori dichiarano di sentire una maggiore pressione lavorativa (37%), ansia da prestazione (46%) o un generico stato di agitazione (66%). Un dato che può essere strettamente correlato ad un alto livello di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che se non controllato può portare a malessere fisiologico. “Il cortisolo è scatenato dalle continue notifiche o dall’ansia di non essere aggiornati: il sistema nervoso autonomo simpatico, deputato allo stato di ‘attacco o fuga’, è sempre attivato” spiega Camilla Pizzoni, Direttore Generale Pool Pharma. Con tutte queste concause il corpo può produrre cortisolo oltre i livelli di guardia, alterando il naturale ciclo sonno-veglia ed esponendo l’organismo a stanchezza e stress cronico oltre ad avere conseguenze su altri impatti sull’equilibrio fisiologico.  Si tratta di un fenomeno che può coinvolgere i 6.5 milioni di lavoratori del Sud, staccare dai doveri professionali non solo fa bene alla mente ma anche al fisico ed in maniera diretta. Prosegue Pizzoni: “Lo stress danneggia e quindi influenza anche l’infiammazione di basso grado, anche il deficit microcircolatorio e si consolida negli anni. Tutto questo porta a uno squilibrio del cortisolo ma cronico, non periodico. Quello che incide sull’eccesso di cortisolo è la frenesia del mondo occidentale, degli input digitali, di dover fare 1000 cose in una volta”. Lo stress causato da problemi e vita frenetica è tra le principali cause di cortisolo alto, il cosiddetto ‘ormone dello stress’ portatore di stati di disagio come insonnia, ansia e irritabilità che si alimenta nella quotidianità.

Una delle manifestazioni più evidenti di un eccesso di cortisolo alto è la ritenzione idrica, che in questo periodo può crescere per la maggiore sedentarietà, un’alimentazione più calorica e la tendenza a bere meno acqua. Ritenzione che, oltre a portare inestetismi, crea oggettivi squilibri dell’intera circolazione linfatica e venosa. Secondo il Dott. Fabrizio Malipiero, docente in Nutraceutica e Nutrigenomica presso l’Università Alma Mater di Bologna: “Al contrario del passato oggi si affronta questo tema andando al di là dell’inestetismo: si lavora in termini di benessere sistemico, non solo concentrandosi su una mera riduzione dei liquidi e della ritenzione idrica. L’approccio moderno è di lavorare sul supporto al microcircolo, contemporaneamente al drenaggio linfatico, l’equilibrio elettrolitico (molto importante è conservare i sali minerali) e sostegno quindi anche della funzionalità venosa”.

Da un punto di vista sociale lo stress colpisce in maniera trasversale uomini e donne ma sono quest’ultime a subirne più facilmente gli effetti: sottoposte alla gestione di casa, dei figli e dei loro impegni scolastici al termine della giornata tendono a mantenere lo stato di carico cognitivo che condiziona la produzione di cortisolo. Ma l’uomo non ne è immune, prosegue il prof Malipiero: “La ritenzione è molto collegata alla sedentarietà, al sovrappeso dominante tipico dell’uomo ma soprattutto allo stress troppo elevato. In maniera trasversale la ritenzione colpisce uomo e donna con un’alimentazione ricca di sale o alcolici o comunque disordinata che porta un affaticamento del fegato, che è collegato alla ritenzione”.

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