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Reggio, ‘Adeguati assetti e ESG’ alla terrazza del MArRC con CEA, Forvis Mazars e Cerved Group

Obbligo normativo o vantaggio competitivo? Da Reggio Calabria la sfida degli adeguati assetti e della sostenibilità per il futuro delle PMI
Si è tenuto presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria, luogo simbolo della cultura e dell’identità del territorio, l’importante convegno organizzato da CEA Caracciolo Errigo & Associati in collaborazione con Forvis Mazars e Cerved Group.
Strutturare processi, definire deleghe, misurare i rischi. Non più solo buone pratiche manageriali, ma requisiti normativi imposti dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Eppure, molte PMI italiane affrontano ancora la crescita senza aver costruito un’adeguata infrastruttura organizzativa, esponendosi a rallentamenti decisionali, vulnerabilità gestionali e rischi legali per gli organi amministrativi. È questo il quadro emerso dall’incontro – promosso da CEA Caracciolo Errigo & Associati, Forvis Mazars e Cerved Group – che ha raccolto nel Capoluogo calabrese imprenditori, revisori, consulenti e operatori economici del Sud Italia.
L’incontro, moderato da Francesco Caracciolo, socio di CEA, ha favorito un confronto dinamico e altamente qualificato tra relatori e partecipanti, consentendo di approfondire i temi della governance, della sostenibilità e degli adeguati assetti attraverso un dialogo concreto e ricco di spunti operativi. Giulio Isaia di Cerved Group ha aperto l’incontro richiamando il ruolo della cultura d’impresa e l’importanza della reputation aziendale, evidenziando il valore delle performance ESG e di governance come leva strategica per rafforzare il rapporto con banche, investitori e talenti. Eugenio Mittiga di Forvis Mazars ha invece sottolineato l’importanza di un approccio integrato tra territorio, ESG e adeguati assetti organizzativi per conoscere e governare i processi aziendali.
La revisione cambia pelle: dal dato contabile alla gestione del rischio
Il ruolo del revisore si sta profondamente trasformando. Non basta più verificare la correttezza e la veridicità del bilancio, garantendo di fatto il c.d. “quadro fedele”: oggi è indispensabile comprendere il modello di business, i processi interni e i rischi a cui l’impresa è esposta. Come sottolinea Giacomo Muscarella di Forvis Mazars, anche il collegio sindacale, in ragione del nuovo quadro normativo introdotto dalla “Legge Capitali”, assume un peso crescente e si pone quale garante della correttezza dei flussi informativi in seno all’organo amministrativo rispetto alle decisioni aziendali assunte. Un cambio di paradigma che richiede competenze nuove e un dialogo più stretto con l’imprenditore.
Crescita senza struttura: il rischio più sottovalutato dalle PMI
Molte imprese crescono accumulando complessità senza mai strutturarla. Il risultato è che tutto continua a gravitare attorno all’imprenditore: ogni decisione, ogni approvazione, ogni eccezione. Antonio Pellicanò di CEA Caracciolo Errigo & Associati descrive con precisione questo meccanismo:
quando mancano processi chiari e deleghe effettive, si creano rallentamenti nelle decisioni che frenano lo sviluppo. Gli adeguati assetti, in questo senso, oltre a essere un adempimento burocratico rappresentano uno strumento per liberare energia manageriale e permettere all’imprenditore di concentrarsi sulla strategia
Responsabilità degli organi di controllo: il quadro giuridico si fa più stringente
Il tema degli adeguati assetti non è solo organizzativo ma ha ricadute dirette sulla responsabilità civile e penale degli amministratori e degli organi di vigilanza. Come evidenzia Natale Polimeni di Polimeni & Partners, prevenire significa costruire sistemi in grado di governare correttamente i rischi, evitando che le situazioni di crisi si aggravino per mancanza di struttura. Una cultura del rischio che deve diventare patrimonio condiviso all’interno dell’impresa, non appannaggio esclusivo dei consulenti esterni.
ESG: da adempimento formale a vantaggio competitivo
La sostenibilità entra a pieno titolo nella governance aziendale con impatti concreti su competitività, accesso al credito e posizionamento nelle filiere produttive. Andrea Cincinnati di Cerved Rating Agency descrive l’ESG come il “sistema nervoso” dell’impresa, un collegamento strutturale tra processi interni, mercati e stakeholder. I criteri ambientali, sociali e di governance sono una leva per migliorare il merito di credito e rafforzare le relazioni lungo la catena del valore.
La voce dell’imprenditore: organizzare non significa perdere controllo
Umberto Barreca, CEO di Redel S.r.l., sui processi di riorganizzazione aziendale, mette in luce uno degli ostacoli culturali più frequenti, la resistenza a delegare, spesso vissuta come perdita di controllo. La sfida vera, ha spiegato, è far comprendere che strutturare ruoli e responsabilità non indebolisce la guida dell’impresa, ma la rafforza, creando le condizioni perché ogni funzione operi con chiarezza e l’imprenditore possa concentrarsi sulle decisioni che contano.

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