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LA FINE DI UN VIAGGIO, L’INIZIO DI UN’EREDITÀ: COSA LASCIA LA LEGGENDA DEGLI ZINGARI AL TERRITORIO?

Cosa lascia al territorio un’opera quando cala il sipario? Nel caso de “La leggenda degli zingari”, la risposta vaben oltre il successo artistico. Lascia una comunità più consapevole del proprio valore, persone valorizzate per illoro impegno silenzioso, un patrimonio di relazioni, idee e speranza che continuerà a vivere ben oltre laconclusione del progetto. Per comprenderne l’eredità è necessario compiere un percorso a ritroso, tornando agliesordi di un’avventura iniziata a Washington negli Stati Uniti d’America e culminata il 14 giugno 2026, inoccasione del “Premio Incontri Notevoli 2026”, manifestazione fondata da Bruno Panuzzo nel 2024. Uncammino che ha trasformato un’opera artistica in un autentico racconto collettivo, capace di portare il territorioben oltre i propri confini geografici e culturali. Il viaggio de “La leggenda degli zingari” prende forma dall’operaeditoriale ideata dal docente Pietro Cremona, impreziosita dalle immagini del fotografo Domenico Cavallo edalle musiche originali dell’artista Bruno Panuzzo.

Un progetto che nasce da una piccola realtà del territorio, mache fin da subito dimostra una sorprendente capacità di parlare un linguaggio universale. La prima, simbolicatappa di questo viaggio è Washington D.C., dove l’opera viene presentata nella prestigiosa “Capitol Hill Books”,segnando un esordio internazionale che sembrava impensabile per un progetto nato nella Locride. Da quelmomento il percorso diventa un crescendo di riconoscimenti. Rientrata in Italia, “La leggenda degli zingari”viene presentata e donata a personalità di assoluto prestigio del panorama culturale e istituzionale. Tra questel’attrice Ornella Muti, icona del cinema mondiale, l’attore Antonio Tallura, l’attivista Kerry Kennedy (figlia diRobert F. Kennedy e nipote di John F. Kennedy, 35° Presidente degli Stati Uniti). Personalità che hanno conferitoulteriore prestigio a un progetto capace di suscitare interesse ben oltre i confini locali. Tra le tappe piùsignificative spicca anche il grande successo ottenuto al “Salone Internazionale del Libro di Torino”, la piùimportante manifestazione editoriale italiana, dove l’opera ha raccolto ampi consensi da parte del pubblico edegli addetti ai lavori, confermando il valore culturale di un progetto nato lontano dai grandi circuiti editoriali. Ilviaggio è poi proseguito attraverso numerose presentazioni nelle principali città italiane, Milano, Roma,Catanzaro, ecc. conquistando l’apprezzamento di autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo dellacultura. Nel tempo sono giunti attestati di stima dal Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, dallaPresidente del Consiglio Giorgia Meloni, da Papa Leone XIV e da numerosi artisti e personalità di rilievonazionale, testimonianze che confermano la capacità dell’opera di parlare a pubblici diversi mantenendo intattala propria identità. Una sorta di piccolo “miracolo” editoriale e multimediale, nato grazie all’impegno dellaBrumar Editore e promosso dalla Fondazione Cremona, realtà che in pochissimo tempo ha dimostrato comepassione, professionalità e costanza possano trasformare un sogno in un progetto di respiro internazionale,raggiungendo risultati che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili. “La leggenda degli zingari” harappresentato molto più di un’opera artistica. Ha acceso i riflettori sulla Locride e, grazie al “Premio IncontriNotevoli”, sulle tante persone che ogni giorno la vivono, la custodiscono e la rendono migliore attraverso illavoro, il volontariato, la cultura e l’impegno civile, spesso lontano dalle cronache e dai riflettori. Tra i risultatipiù significativi lasciati dall’opera (oltre all’innovativo progetto sull’autobus multimediale che ha presentato epremiato attraverso la proiezione dell’opera ed i successivi elaborati diversi studenti di Locri e Gerace) vi è ancheun piccolo, grande simbolo destinato a rimanere nel tempo: il video in stile cartoon ispirato alle atmosfere delloStudio Ghibli. Un omaggio all’animazione giapponese che, pur richiamandone l’estetica, è profondamente eorgogliosamente figlio del territorio che lo ha ispirato.

Il cartoon nasce infatti a Locri dalla fantasia e dall’estrocreativo di Claudia David. Lo stesso viene sviluppato direttamente sul brano “La leggenda degli zingari”, scrittoda Bruno Panuzzo. Quello che sembrava un semplice esperimento creativo si è trasformato rapidamente in unpiccolo grande caso di successo, totalizzando migliaia di visualizzazioni sui social network in poche ore econquistando il pubblico con la forza del suo linguaggio visivo. La proiezione ufficiale del video ha coinciso con laconclusione del progetto durante il “Premio Incontri Notevoli 2026”, regalando al pubblico uno dei momenti piùemozionanti della manifestazione. Ma il viaggio non si è fermato lì. Il cartoon è stato scelto anche per aprire unodegli appuntamenti artistici più seguiti della Locride: il saggio di fine anno della Scuola di Danza Evolve, direttadalla docente Giusy Zappavigna. Davanti a migliaia di spettatori, le immagini del carro hanno inaugurato unaserata di forti emozioni, scrivendo simbolicamente la parola “fine” su un progetto straordinario. Il termine delprogetto non coincide, però, con la “chiusura” del messaggio sociale: lo stesso continua a fruire al pubblico regolarmente e in maniera intensa grazie all’originalità degli elaborati realizzati L’eredità de “La leggenda deglizingari” non si misura solo nei numeri, nei riconoscimenti o nelle migliaia di persone raggiunte. Vive nello spiritod’iniziativa che ha saputo alimentare, nell’umanità che ha raccontato, nella socialità che ha costruito e nellasperanza che ha restituito a un territorio troppo spesso descritto soltanto attraverso i suoi problemi. Il carrodella leggenda continua così il suo cammino. Perché le opere autentiche non finiscono con il loro ultimoapplauso: continuano a vivere nelle persone che hanno ispirato, nei giovani che hanno coinvolto, nelle comunitàche hanno saputo unire e nell’orgoglio che hanno restituito alla loro terra. Ed è proprio questa l’eredità piùpreziosa lasciata da “La leggenda degli zingari”: aver dimostrato che anche da un piccolo centro del Sud Italia,Prestarona di Canolo, possono nascere storie capaci di parlare al mondo.

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