Il Festival dell’Organetto di Lattarico chiude nel segno di Agostino Giuseppe Scavello
COMUNICATO STAMPA
Spettacoli e musica hanno riacceso a Lattarico, culla dello strumento a mantice, la tradizione popolare. Il sindaco Antonella Blandi ha conferito il primo Premio dedicato al maestro artigiano, insieme al riconoscimento alla memoria consegnato a Silvano Scavello.
Le note dell’organetto d’autore, le musiche tradizionali, i suoni di zampogne e tamburelli per una vera e propria festa di comunità. Dopo l’anteprima del 2 settembre, con una serata di grande magia e spettacolo dedicata alle performance itineranti degli artisti di strada, dal 4 al 6 settembre il XXI Festival dell’Organetto è tornato a far risuonare Lattarico (CS), piccolo santuario dello strumento a mantice, principe del ballo e della musica popolare. L’organetto ha scritto per questa comunità una lunga storia di cui essere fieri, iniziata negli anni ’40 con Agostino Giuseppe Scavello, ancora prima con suo padre Silvio, e che oggi continua con Silvano. E proprio ad Agostino, scomparso lo scorso marzo, è stata dedicata l’edizione di quest’anno e, per la prima volta, il Premio che porta il suo nome.
Tra vicoli addobbati del centro storico, arte, suoni antichi e nuove contaminazioni, le giornate del Festival hanno regalato un programma ricco di spettacoli gratuiti per celebrare la tradizione e la cultura popolare di Lattarico, a cominciare dalla performance d’autore Tra Radici e Futuro del maestro della fisarmonica diatonica Antonio Grosso. L’estro di Maurizio Casagrande, con La Prova del Nove, ha trasformato la serata in un viaggio nella comicità teatrale, mentre con la Festa dei ciddrari, le vecchie cantine, come sono chiamate qui e riaperte come un tempo, il viaggio si è compiuto negli assaggi di vino locale e nelle infinite succulente bontà preparate al momento. Il grande raduno itinerante di gruppi folk e organettisti, aperto dalla rituale e frenetica danza dei Giganti di Taurianova Mata e Grifone, è partito da Piazza del Popolo e ha inondato il borgo dei suoni ancestrali degli Zampognari di Laino, del gruppo All’uso antico, dei Ritmi del Sellaro di Cerchiara e dei Pascolo Abusivo di Alessandria del Carretto. E poi, ancora, il concerto di Ciccio Nucera, il polistrumentista originario di Gallicianò tra i principali ambasciatori della musica popolare grecanica, e il gran finale con il matrimonio tra la musica di tradizione e quella moderna di Dance Tarantella.
Il Festival dell’Organetto è cofinanziato a valere su POC Calabria 2014-2020, Azione 6.8.3, Avviso Pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta”.
Bellissimi e intensi giorni di condivisione in cui l’intera comunità lattaricese ha accolto al meglio migliaia di persone e di appassionati delle tradizioni locali. «Siamo felici di alimentare una storia come quella di Lattarico e il suo organetto, legata alla tradizione della famiglia Scavello, che è uno dei riferimenti più importanti in Italia — dichiara il sindaco Antonella Blandi —. Quest’anno abbiamo voluto onorare la memoria di Agostino Giuseppe Scavello, vero e unico ispiratore del festival, che ci è mancato avere al nostro fianco, con un riconoscimento consegnato al figlio Silvano, che lo ricorda come custode appassionato della nostra cultura popolare e dell’anima della nostra terra. Ed è con la stessa gratitudine che abbiamo assegnato il Premio anche a Giovanni Ferrisi, per un percorso di studio e una tesi che raccontano le nostre origini e dimostrano come il talento, quando è guidato dall’amore per le proprie radici, possa raggiungere vette altissime e far conoscere il nome di Lattarico ben oltre i suoi confini. La nostra comunità continuerà a ricordare Agostino Giuseppe nelle atmosfere di festa di questi giorni, per le quali ringrazio i miei concittadini e tutte le associazioni. Ancora una volta hanno dato il meglio, pienamente coinvolte nel successo di questo evento che ancora continua a emozionarci».
Lattarico, 10 settembre 2026



