Debito sanitario e commissariamento, dalla mozione di Filomena Greco parte l’interrogazione parlamentare di Furlan e Musolino
COMUNICATO STAMPA
La consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva Calabria, Filomena Greco, aveva depositato lo scorso febbraio una mozione che impegnava il presidente Roberto Occhiuto ad aprire un confronto istituzionale con il Governo nazionale sulla corresponsabilità dello Stato nella formazione del debito sanitario maturato durante il commissariamento. Da quella mozione muove ora l’interrogazione parlamentare depositata dalle senatrici di Italia Viva Annamaria Furlan e Dafne Musolino ai Ministri della Salute e dell’Economia e delle Finanze.
La mozione di Greco, depositata il 25 febbraio 2026, partiva dai dati. Dal 2010 la sanità calabrese è stata amministrata da commissari nominati dal Governo con poteri pieni su organizzazione, personale e spesa. In quindici anni di gestione sostitutiva si è consolidata una massa debitoria rilevante, mentre cittadini e imprese hanno sostenuto per anni le aliquote fiscali massime dell’addizionale IRPEF e dell’IRAP previste dal piano di rientro. La chiusura di diciotto presidi ospedalieri, il blocco del turnover del personale, il ritardo negli investimenti tecnologici e strutturali e l’incremento della mobilità sanitaria verso altre regioni sono tra gli effetti diretti di quella gestione, assunta integralmente da organi di nomina statale. La mozione impegnava la Giunta ad aprire un tavolo con la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Economia e il Ministero della Salute per definire una possibile ripartizione del debito maturato durante la gestione commissariale.
«Non chiediamo risorse aggiuntive ma una corretta attribuzione delle responsabilità — aveva dichiarato Greco al momento del deposito. — Se le scelte sono state statali, anche gli effetti finanziari devono esserlo. La Calabria non può essere commissariata nei poteri e autonoma nei debiti».
L’interrogazione parlamentare depositata ora dalle senatrici Furlan e Musolino rilancia le stesse questioni al livello istituzionale del Governo nazionale, chiedendo ai Ministri competenti se sia in corso una ricognizione analitica della quota di debito riconducibile alle scelte assunte durante il commissariamento, se il Governo intenda attivare un tavolo interistituzionale per la definizione di un piano di riparto della massa debitoria con compartecipazione statale, e se siano allo studio misure di compensazione o sollievo fiscale per i cittadini e le imprese calabresi.
«Sono soddisfatta che una battaglia politica nata in Consiglio regionale sia arrivata al Senato della Repubblica — ha detto Greco —, grazie alle senatrici Furlan e Musolino. Questo è il metodo di Italia Viva, costruire posizioni serie sul territorio e portarle, attraverso la rete del partito, fino alle sedi in cui il Governo è tenuto a rispondere. La mozione giace al Consiglio regionale della Calabria dal 25 febbraio. Fatti così concreti e urgenti si scontrano con le lungaggini della politica regionale, ma non ci fermiamo. Adesso Roma è tenuta a rispondere, e mi aspetto che anche il presidente Occhiuto faccia la sua parte, perché la restituzione delle somme da parte del Governo alla Calabria significherebbe meno debito da ripianare, più fondi da destinare ai livelli essenziali di assistenza — liste d’attesa, presidi territoriali, personale sanitario, a vantaggio del sistema e di tutti i cittadini».
Reggio di Calabria, lì 20/04/2026
Ufficio stampa
On. Avv. Filomena Greco
