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Academy Olivo in Campo Calabria, due giorni di confronto per tracciare il futuro della filiera

Dall’oliveto alla politica agricola nazionale: in Calabria il grande confronto sull’olivicoltura. Gallo: “In un momento di forte crisi, abbiamo riportato l’olio calabrese al centro dell’attenzione nazionale”

CATANZARO – Dall’oliveto alla Cittadella regionale, dalla tecnica alla strategia, dalla ricerca alle imprese, fino al confronto sulle politiche agricole nazionali. Si chiude con un bilancio fortemente positivo Academy Olivo in Campo Calabria, la due giorni promossa dalla Regione Calabria e da ARSAC, in collaborazione con L’Informatore Agrario, che ha portato per la prima volta in Calabria uno degli appuntamenti nazionali più qualificati dedicati all’aggiornamento e al futuro dell’olivicoltura.

Un percorso che ha avuto un filo conduttore preciso: la conoscenza come strumento per rendere più forte, moderna e competitiva la filiera olivicola, soprattutto in una fase nella quale il comparto è chiamato ad affrontare difficoltà e criticità che si riflettono lungo tutta la filiera, dall’oliveto al mercato. Ed è proprio in questo contesto che assume un significato particolare la scelta dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo di promuovere e portare in Calabria un appuntamento formativo di così alto livello. Una scelta che rivela una precisa visione strategica: non attendere che la crisi passi, ma mettere fin d’ora gli operatori nelle condizioni di affrontarla con più conoscenze, strumenti, competenze e capacità di innovazione.

Il programma ha portato tecnici, agronomi, ricercatori, produttori e operatori direttamente dentro l’oliveto, affrontando temi concreti come potatura, irrigazione, meccanizzazione della raccolta, sistemi di impianto, scelta varietale, nutrizione e gestione dell’olivo nel nuovo contesto climatico, con particolare attenzione anche alla Xylella e alle strategie di tutela dell’olivicoltura calabrese.

Un percorso di conoscenza concluso nella Cittadella regionale “Jole Santelli”, che ha allargato lo sguardo alla dimensione economica e commerciale: mercati internazionali, consumi, prezzi, nuovi investimenti, certificazioni IG e BIO, valorizzazione dell’olio, esperienze imprenditoriali di successo e strategie per il rilancio del comparto.

Un confronto che ha assunto una dimensione ancora più ampia, voluta dall’assessore Gallo, e che ha trovato grande partecipazione e condivisione all’interno del convegno dedicato al ruolo dell’olivicoltura nell’economia agricola del Centro-Sud Italia, mettendo allo stesso tavolo istituzioni nazionali e regionali, professionisti del settore, organizzazioni di categoria, imprenditori, mondo accademico e rappresentanti della filiera.

Al centro della giornata conclusiva anche il confronto sussidiario tra le principali regioni olivicole del Mezzogiorno e un chiaro messaggio rivolto ai partecipanti da parte del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha confermato il livello nazionale assunto dall’appuntamento.

«L’olivicoltura sta attraversando una fase molto difficile. Il calo dei prezzi, la presenza di prodotto ancora invenduto nelle cisterne e la pressione delle produzioni provenienti dall’estero si sommano agli effetti dei cambiamenti climatici, alla minaccia della Xylella e a un quadro internazionale segnato da guerre e forti instabilità – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo –. Di fronte a una crisi non basta fermarsi all’emergenza. Bisogna studiarne le cause, individuare le debolezze del sistema e intervenire per renderlo più solido e competitivo. È questo il senso dell’Academy che abbiamo voluto portare in Calabria. E la partecipazione, seppure in videocollegamento, del ministro Francesco Lollobrigida conferma che quello dell’olivicoltura è un tema di interesse nazionale, che richiede attenzione e risposte a tutti i livelli. Il lavoro realizzato insieme a L’Informatore Agrario è stato prezioso perché ha messo a disposizione degli operatori competenze, esperienze e conoscenze di alto livello. Oggi formazione e informazione sono strumenti indispensabili, al pari degli interventi di sostegno. Conoscere meglio ciò che accade negli oliveti e sui mercati significa anche essere nelle condizioni di compiere scelte migliori. Ma la conoscenza, da sola, non basta – conclude Gallo – se non si traduce in una maggiore capacità di lavorare insieme. La cooperazione e l’aggregazione dell’offerta sono decisive per rafforzare il potere contrattuale dei produttori, affrontare meglio il mercato e costruire nuove opportunità commerciali, valorizzando la qualità del nostro straordinario olio».

La scelta di investire sulla formazione proprio nel momento della difficoltà rappresenta, dunque, uno degli elementi di maggiore valore politico e strategico dell’iniziativa. Mentre agli operatori si sommano le preoccupazioni legate alla sostenibilità economica delle attività, ai costi, ai mercati e alla necessità di adeguare i sistemi produttivi, la Regione Calabria sceglie di affiancare alle azioni di sostegno e alle soluzioni che il Dipartimento Agricoltura e la Presidenza della Regione stanno mettendo in campo per venire incontro alle esigenze di chi coltiva, produce e commercializza, un investimento sulla conoscenza e sulla capacità del sistema di guardare oltre l’emergenza.

Ed è proprio nella scelta di portare in Calabria Academy Olivo in Campo che si ritrova la cifra della strategia dell’assessorato: preparare oggi la filiera alle sfide di domani, facendo della formazione non un elemento accessorio, ma una delle condizioni necessarie per costruire competitività, resilienza e nuove opportunità di mercato. Una scelta che ha trovato nella collaborazione con L’Informatore Agrario un valore aggiunto particolarmente significativo.

Tutti concordi nell’affermare che la competitività dell’olivicoltura passa dalla capacità di unire tradizione e innovazione, ma anche dalla capacità di accompagnare gli operatori in una fase nella quale le difficoltà richiedono risposte immediate e, al tempo stesso, una visione di medio e lungo periodo.

Come ha evidenziato il direttore de L’Informatore Agrario, Antonio Boschetti, la formazione rappresenta una delle principali leve a disposizione degli operatori italiani per competere con Paesi caratterizzati da costi di produzione inferiori.

Un approccio che ha trovato piena applicazione nella formula dell’Academy, costruita per mettere insieme formazione tecnica, conoscenza dei mercati e confronto sulle strategie imprenditoriali. Dalla meccanizzazione alla gestione dell’acqua, dalla nutrizione alla fisiologia dell’olivo, dalla difesa fitosanitaria alla Xylella, fino ai mercati internazionali e alle certificazioni: Academy Olivo in Campo Calabria ha restituito una fotografia completa delle sfide che attendono il comparto e, soprattutto, degli strumenti con cui affrontarle. E lo ha fatto coinvolgendo un sistema ampio e plurale: università e centri di ricerca, ARSAC, agronomi e forestali, consorzi di tutela, organizzazioni professionali, imprenditori e frantoiani, rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali. Interventi importanti sono stati tenuti anche da esimi rappresentanti delle Università di Reggio Calabria, Bari, Pisa, Basilicata, Jaén (Spagna), di CREA e ISMEA, oltre alle testimonianze di importanti realtà imprenditoriali italiane da tutta Italia.

L’Academy lascia così alla Calabria non soltanto due giornate di approfondimento, ma soprattutto una rete di relazioni, conoscenze e opportunità.

La sfida, adesso, è trasformare il confronto in azioni concrete: sostenere l’ammodernamento degli impianti, favorire l’innovazione, rafforzare la valorizzazione delle produzioni certificate, accompagnare le imprese nella lettura dei mercati e continuare a difendere e promuovere la qualità dell’olio calabrese.

In un momento nel quale le preoccupazioni degli operatori sono molte e le difficoltà del comparto sono evidenti, la scelta di investire sulla formazione assume così un valore che va oltre i due giorni dell’Academy: significa dimostrare che anche nei momenti più complessi è possibile costruire strumenti per reagire, innovare e guardare avanti.

Ed è proprio questa, nelle intenzioni della Regione, la direzione da continuare a percorrere: sostenere chi oggi vive le difficoltà della filiera e, contemporaneamente, costruire le condizioni perché l’olivicoltura calabrese possa affrontare con maggiore forza, competenza e consapevolezza le sfide del futuro.

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