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Freddie Mercury: a Wembley un grande murale su 58 gradini celebra gli 80 anni dalla nascita

I’m Mr.Mercury, opera dello street artist britannico Frank Styles, prende forma sui 58 gradini della scalinata conosciuta come Spanish Steps, che collegano Wembley Stadium e OVO Arena Wembley. Il progetto è stato commissionato e curato dall’italiano Claudio Giambrone, responsabile della programmazione culturale del polo londinese di Wembley Park.

Londra, 4 settembre 2026 – Wembley Park, il grande polo londinese dello sport, della musica e dell’intrattenimento sviluppato attorno allo stadio nazionale di Wembley, presenta un nuovo omaggio artistico a Freddie Mercury nell’ottantesimo anniversario della nascita del cantante, che ricorre sabato 5 settembre. Intitolata I’m Mr.Mercury, l’opera è stata commissionata e curata dall’italiano Claudio Giambrone, da quasi nove anni responsabile della programmazione culturale di Wembley Park.

Annunciata congiuntamente sui canali social di Wembley Park, dei Queen e di Freddie Mercury, l’opera ha raggiunto oltre tre milioni di visualizzazioni in 24 ore.

Realizzato a spray e applicato su vinile dallo street artist britannico Frank Styles, I’m Mr.Mercury trasforma le Spanish Steps di Wembley Park, il principale collegamento pedonale fra due dei luoghi più celebri del Regno Unito per la musica dal vivo: Wembley Stadium e OVO Arena Wembley, già Wembley Arena. Sono due dei luoghi simbolo del rock internazionale e restano indissolubilmente legati alla storia di Freddie Mercury e dei Queen, che vi si esibirono più volte fra il 1978 e il 1986.

Al centro dell’opera c’è un ritratto monocromatico di Mercury, circondato da elementi grafici ispirati alla sua vita, alle sue passioni e alla sua identità artistica. Styles ha realizzato I’m Mr.Mercury in quattro sezioni separate, poi ricomposte in un’unica immagine anamorfica distribuita su tutti i 58 gradini.

Il murale, alto nove metri, è visibile soltanto da un punto preciso, tracciato a terra di fronte alla scalinata a 20 metri di distanza. Solo da lì i frammenti si ricompongono nel volto di Freddie Mercury. Basta spostarsi di pochi passi in qualsiasi direzione perché l’immagine si scomponga nuovamente.

Gli elementi grafici raccontano l’uomo dietro il personaggio. Due enormi pesci, carpe koi, si sviluppano verticalmente ai lati del volto di Freddie, richiamando la grande passione del cantante per il Giappone. Nella sua dimora londinese di Kensington, il giardino giapponese con lo stagno occupava un posto d’onore. Due figure femminili alate rimandano invece alla Vergine, il suo segno zodiacale. Mercury utilizzò lo stesso motivo nello stemma dei Queen, che disegnò lui stesso combinando i segni zodiacali dei componenti della band in un unico emblema.

Lungo i 58 gradini, le citazioni tratte dall’archivio personale di Freddie Mercury si rispecchiano nei versi delle sue canzoni. Salendo la scalinata, si compone così un ritratto completo dell’artista: l’uomo schivo e riservato lontano dal palco e la grande rockstar conosciuta in tutto il mondo.

Considerato uno dei più grandi performer della storia del rock, Freddie Mercury è diventato celebre in tutto il mondo come cantante, pianista e uno dei principali autori dei Queen, firmando brani come Bohemian RhapsodyWe Are the Champions e Don’t Stop Me Now. La sua esibizione con la band al Live Aid, il 13 luglio 1985 proprio al Wembley Stadium, resta uno dei momenti che hanno definito la sua carriera.

Ma il legame con Wembley aveva radici ben più lontane. Prima di allora, i Queen si erano già esibiti dieci volte alla Wembley Arena: in tre concerti consecutivi nel maggio 1978, quando l’edificio si chiamava ancora Empire Pool, in altre tre date nel dicembre 1980 e in quattro nel settembre 1984.

Dopo il Live Aid, la band tornò al Wembley Stadium per due concerti da tutto esaurito nel luglio 1986, nell’ambito del Magic Tour. La seconda serata fu filmata e successivamente pubblicata con il titolo Live at Wembley ’86.

Parallelamente all’attività con i Queen, Mercury intraprese una carriera solista di successo negli anni Ottanta. Pubblicò Mr Bad Guy nel 1985 e, nel 1988, Barcelona insieme al soprano spagnolo Montserrat Caballé. La sua teatralità sul palco, la sua inquietudine creativa e la sua libertà espressiva hanno ispirato intere generazioni ad affermare la propria individualità e sfidare le convenzioni.

«È stato un onore lavorare di nuovo con Wembley Park per realizzare questo tributo all’unico e inimitabile Freddie Mercury. Freddie aveva una formazione da grafico ed era molto attento e preciso sulla resa visiva, così ho cercato di seguire la sua stessa etica nella creazione consapevole di questo murale», dichiara Frank Styles, autore di I’m Mr.Mercury.

«Freddie era conosciuto da milioni di persone in tutto il mondo come il frontman dei Queen, ma lontano dal palco era un uomo tranquillo e umile, felice di stare a casa circondato dalle cose che amava di più. I’m Mr.Mercury coglie perfettamente la meravigliosa complessità di Freddie, con un ritratto capace di attirare le persone dentro il suo mondo, proprio come lui seppe fare così magicamente durante la sua vita», dichiara Jim Beach, storico manager dei Queen e cofondatore del Mercury Phoenix Trust insieme a Brian May e Roger Taylor.

«Il rapporto fra Freddie Mercury e Wembley va ben oltre una singola, celebre esibizione. Alcuni dei momenti più straordinari della storia dei Queen sono avvenuti qui e intere generazioni di fan continuano ad associare Freddie a Wembley. Per il suo ottantesimo compleanno volevamo creare qualcosa che offrisse ai fan un nuovo luogo a Wembley in cui riunirsi e ricordarlo», dichiara Claudio Giambrone, responsabile della programmazione culturale di Wembley Park, che ha commissionato e curato l’opera.

Originario di Palermo e residente a Londra da oltre vent’anni, Giambrone cura la programmazione culturale di Wembley Park dal 2017. In questo ruolo ha commissionato e curato alcuni dei progetti culturali più importanti realizzati nel distretto. Tra questi figurano YELLOW 25, creato con Pantone e con la supervisione della band per celebrare i 25 anni di Yellow in occasione dei concerti dei Coldplay a Wembley Stadium nel 2025; Brothers: Liam and Noel Through the Lens of Kevin Cummins, la mostra fotografica dedicata agli Oasis attraverso immagini rare del fotografo dei fratelli Gallagher Kevin Cummins; e Auras, il murale realizzato nel 2024 dallo stesso Styles per i concerti di Taylor Swift a Wembley, le cui immagini hanno avuto un’ampia diffusione internazionale e sono poi apparse nella docuserie Disney+ Taylor Swift | The End of an Era.

I’m Mr.Mercury prosegue questo percorso, attraverso il quale Wembley Park accoglie e celebra alcuni dei maggiori artisti che si esibiscono nel quartiere.

L’opera entra ora a far parte del Wembley Park Art Trail, il percorso di arte pubblica curato da Giambrone che attraversa il quartiere e riunisce oltre 20 opere ed installazioni. Tra queste figura la Square of Fame, dove si possono visitare le impronte delle mani di artisti come Dolly Parton, Madonna, George Michael, The Who, Bryan Adams e Kylie Minogue.

L’installazione è visitabile gratuitamente, 24 ore su 24, fino a dicembre 2026.

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