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CALABRIA – da Cosenza partito il primo studio italiano multicentrico sull’insufficienza respiratoria negli over 55, coordinato dall’Az. Osp. di Cosenza e Prof. F.L. Fimognari in occasione dell’Hypoxia Day

COMUNICATO STAMPA

SIGOT – Hypoxia Day: insufficienza respiratoria negli over 55 in ospedale. Partito il primo studio italiano multicentrico sul tema

“Con l’Hypoxia Day intendiamo fotografare la realtà clinica quotidiana degli ospedali italiani, per capire quanto l’ipossia incida davvero sugli esiti dei pazienti adulto-anziani e per fornire basi scientifiche solide ad una gestione più tempestiva e appropriata” spiega il Prof. Filippo Luca Fimognari, Direttore Scientifico SIGOT e Coordinatore dello studio

21 gennaio 2026 – L’insufficienza respiratoria – ovvero la riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue arterioso, una condizione nota anche come ipossiemia – è una delle complicanze più frequenti e pericolose negli anziani ricoverati, ma resta ancora poco studiata nella pratica clinica quotidiana. Per colmare questo vuoto è nato Hypoxia Day, il primo studio osservazionale multicentrico mai realizzato in Italia su questo tema, promosso dalla Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT) e coordinato dall’Unità Operativa Complessa di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e dalla Direzione Scientifica SIGOT.

Il 14 gennaio 2026, in un’unica giornata di rilevazione nazionale, medici e ricercatori hanno valutato tutti i pazienti ricoverati con età pari o superiore a 55 anni nei reparti aderenti, con l’obiettivo di misurare la reale prevalenza dell’insufficienza respiratoria, identificarne le cause e comprenderne l’impatto su mortalità ospedaliera, durata della degenza e prognosi a breve termine.

UNA “NUOVA” SINDROME GERIATRICA ANCORA SOTTOVALUTATA – L’insufficienza respiratoria non è una malattia in sé, ma la conseguenza di molte condizioni comuni nell’anziano: dallo scompenso cardiaco alle infezioni respiratorie, dalla sepsi agli eventi cerebrovascolari. Anche nelle forme lievi, l’ipossiemia rappresenta un potente fattore di rischio indipendente per esiti clinici sfavorevoli. Studi recenti suggeriscono che oltre il 40% degli anziani ricoverati dal Pronto Soccorso possa presentare insufficienza respiratoria. Nonostante ciò, la sua reale prevalenza nei reparti ospedalieri per acuti e il suo peso prognostico non sono mai stati valutati in modo sistematico su scala nazionale. Per questo oggi viene considerata una vera e propria “nuova sindrome geriatrica”, che merita attenzione clinica, organizzativa e scientifica.

LO STUDIO “HYPOXIA DAY” – Promosso e coordinato dalla SIGOT, l’Hypoxia Day è uno studio nazionale multicentrico che ha coinvolto circa 40 reparti ospedalieri per acuti in tutta Italia (di cui circa la metà nell’Italia Meridionale), tra Geriatria e Medicina interna. Nel corso della giornata di rilevazione sono stati inclusi più di 700 pazienti con età pari o superiore a 55 anni, ricoverati nei reparti aderenti. Lo studio ha l’obiettivo di misurare la reale diffusione dell’insufficienza respiratoria negli anziani ospedalizzati, identificarne le cause principali e confrontare le caratteristiche cliniche e la prognosi dei pazienti con ipossiemia rispetto a quelli senza insufficienza respiratoria. I pazienti arruolati saranno inoltre seguiti nel tempo, fino a 90 giorni dalla dimissione, per valutare l’impatto della sindrome su mortalità intraospedaliera, durata del ricovero, modalità di dimissione e mortalità a 90 giorni dalla dimissione.

“L’insufficienza respiratoria è estremamente frequente negli anziani ospedalizzati, ma spesso non viene riconosciuta come un problema centrale, soprattutto quando non si manifesta in forma grave – spiega il Prof. Filippo Luca Fimognari, Coordinatore dello studio e Direttore del Dipartimento ad Attività Integrata Medico Polispecialistico dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza – Con l’Hypoxia Day abbiamo voluto fotografare la realtà clinica quotidiana degli ospedali italiani, per capire quanto l’ipossiemia incida davvero sugli esiti dei pazienti anziani e per fornire basi scientifiche solide ad una gestione più tempestiva e appropriata.

“Con l’Hypoxia Day, la SIGOT conferma il suo ruolo di riferimento scientifico e culturale nella cura dell’anziano ospedalizzato – sottolinea il Prof. Lorenzo Palleschi, Presidente SIGOT e Direttore del Dipartimento Medico dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni-Addolorata di Roma – Studiare l’insufficienza respiratoria significa migliorare la qualità delle cure, ridurre le complicanze e rendere il sistema sanitario più preparato ad affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione. Già sappiamo che l’insufficienza respiratoria è un problema di sanità pubblica che richiede maggiore consapevolezza, formazione e integrazione tra i reparti, e soprattutto un maggiore sforzo di ricerca clinica”.

I PROSSIMI PASSI – I dati raccolti durante l’Hypoxia Day saranno ora analizzati e i risultati completi verranno diffusi nei prossimi mesi. L’obiettivo della SIGOT è trasformare queste evidenze in raccomandazioni cliniche e organizzative, per migliorare la gestione dell’anziano fragile nei reparti ospedalieri per acuti.