Antonella Avellis: โ ๐๐๐ง๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐๐ฅ๐๐๐ซ๐๐ฌ๐, ๐ฅ๐ ๐ฏ๐๐ซ๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐ก๐ ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข ๐ฏ๐ฎ๐จ๐ฅ๐ ๐ซ๐ข๐๐จ๐ซ๐๐๐ซ๐โ
La sanitร calabrese รจ in difficoltร ormai da molto, troppo tempo.
ร un fatto!
Ma รจ altrettanto un fatto che questa condizione non nasce oggi, nรฉ puรฒ essere attribuita a scelte recenti o a presunte strategie ideologiche.
ร il risultato di una politica sanitaria dissennata che ha pensato ad un certo punto dopo anni di sprechi assurdi al contenimento della spesa amche attraverso un lungo periodo durato oltre 15 anni di gestione straordinaria che avrebbe dovuto risanare il sistema e che, invece, ne ha accentuato fragilitร e disfunzioni.
Il lungo commissariamento rappresenta il vero spartiacque della crisi.
Un periodo segnato da unโanomalia grave e senza precedenti: anni senza bilanci approvati.
Il debito sanitario รจ cresciuto in modo progressivo e opaco, tanto che nemmeno i numerosi advisor e consulenti incaricati nel tempo sono riusciti a fornirne una quantificazione stabile e definitiva.
In questo contesto, รจ necessario chiarire un punto spesso eluso nel dibattito pubblico: la distinzione tra responsabilitร politica e responsabilitร burocratico-amministrativa.
Le scelte di indirizzo appartengono alla politica; la loro attuazione concreta, bilanci, procedure, controlli, tempi, organizzazione dei servizi, รจ responsabilitร degli apparati amministrativi.
Nel tempo, va detto, questa seconda dimensione ha mostrato limiti evidenti, producendo ritardi, inerzie e inefficienze che hanno inciso direttamente sulla qualitร dellโassistenza, indipendentemente dai governi che si sono succeduti.
Di fronte a questa incapacitร strutturale, la risposta prevalente รจ stata il ricorso ai tagli lineari.
Non riforme mirate, non investimenti selettivi, ma riduzioni indiscriminate dei servizi.
A pagarne il prezzo sono stati soprattutto i territori piรน fragili, gli ospedali periferici, i reparti giร in sofferenza.
Il servizio pubblico รจ stato progressivamente impoverito, alimentando sfiducia e migrazione sanitaria.
A ciรฒ si sono aggiunti fattori strutturali di livello nazionale, prevedibili e ignorati: il numero chiuso nelle facoltร di Medicina, il blocco del turn over, lโassenza di una reale programmazione del fabbisogno di personale.
Con l’alibi di evitare l’implosione del sistema sono nate le cooperative dei medici a gettone, soluzione costosa e incapace di garantire continuitร e integrazione nei servizi.
Non una scelta strategica, ma lโeffetto di anni di rinvii e mancate decisioni.
ร da questo punto di partenza che va letta la fase attuale.
Negli ultimi anni, soprattutto nei territori piรน colpiti dalle conseguenze del commissariamento, si registrano segnali di discontinuitร : rafforzamento di alcuni reparti strategici, arrivo di nuove professionalitร , introduzione di tecnologie che per anni sono mancate, recupero graduale di funzioni sanitarie depotenziate o smantellate.
A Siderno รจ partita l’AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale) presso la struttura dell’ex ospedale che garantirร una copertura assistenziale piรน estesa e una maggiore continuitร per tutti i giorni della settimana, dalle 8:00 alle 20:00, riducendo l’accesso improprio al pronto soccorso e integrando servizi di prevenzione e medicina d’iniziativa.
ร stato aperto il punto prelievi, รจ stato acquistato un mammografo di ultima generazione.
Si รจ in fortissimo ritardo con la ristrutturazione dell’immobile che dovrร ospitare la casa di comunitร .
Ma qualcosa si รจ mosso.
A Locri 6 reparti dopo anni di abbandono a sรฉ stessi e “autogestione” hanno i primari.
Sono state acquistate strumentazioni tecnologicamente molto avanzate, reparti come la cardiologia e l’oculistica stanno raggiungendo standard di qualitร elevati.
ร arrivato un cospicuo drappello di medici cubani molto apprezzati anche dell’utenza.
Non si tratta di soluzioni totalmente risolutive, ma di passi concreti che segnano un cambio di direzione.
In parallelo, รจ in corso una riorganizzazione della governance sanitaria, con lโaccentramento di funzioni strategiche e il rafforzamento di una struttura tecnica di sistema.
Un tentativo di superare quella frammentazione amministrativa che, ha prodotto opacitร , sovrapposizioni e una diffusa deresponsabilizzazione.
Eppure, una parte del dibattito pubblico continua a proporre una lettura semplificata, secondo cui le difficoltร attuali deriverebbero dalla volontร di favorire il privato a scapito del pubblico.
Una narrazione ideologica, che evita il confronto con la realtร dei fatti e rimuove il peso delle responsabilitร storiche, politiche e soprattutto amministrative, accumulate negli anni.
Attribuire le criticitร di oggi a scelte contingenti significa alterare il quadro complessivo.
Il servizio sanitario pubblico รจ stato indebolito quando mancavano bilanci, programmazione e una governance efficace.
Ignorare questa realtร non รจ neutrale: รจ una precisa scelta politica che impoverisce il confronto e rende ogni critica meno credibile.
La sanitร non ha bisogno di slogan nรฉ di contrapposizioni di comodo. Ha bisogno di rigore, memoria e chiarezza sulle responsabilitร , tanto politiche quanto burocratico-amministrative.
Solo distinguendo tra le colpe del passato e le azioni del presente รจ possibile valutare con serietร ciรฒ che non funziona ancora e ciรฒ che, dopo anni di immobilismo, sta tentando di cambiare.
Nellโinteresse dei cittadini, prima ancora che della politica.
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