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Lo stilista calabrese Elio Guido presenta “Eramnesia” nella capitale: una sposa mistica, tra seduzione e ribellione

COMUNICATO STAMPA

È un’apparizione magnetica, dal fascino mitologico, ad aprire la sfilata di “Eramnesia”, la nuova collezione dello stilista calabrese Elio Guido, presentata in occasione della diciannovesima edizione di Roma Fashion White. Sulle note solenni di “Feel”, la passerella della Chiesa di San Paolo Entro le Mura, si anima di un’atmosfera suggestiva, sospesa tra sogno, arte e mistero. A irrompere sulla scena è la Medusa di Caravaggio, reinterpretata attraverso una visione couture che ne restituisce tutta la potenza simbolica. Una creatura enigmatica, dalla bellezza inquietante, che sembra emergere da un’altra dimensione: ventagli di piume bianche si aprono come ali, mentre un sontuoso copricapo argentato incornicia il volto. Un serpente si snoda sinuoso lungo il corpo, fondendosi con la struttura di un abito da sposa bianco dalla raffinata scollatura all’americana. È una figura che incanta e intimorisce, seduce e sfida, incarnando una femminilità libera da ogni convenzione, manifesto di ribellione e trasformazione. È da questa immagine fortemente teatrale che prende avvio il viaggio di “Eramnesia”, un universo in cui la couture si carica di suggestioni pittoriche, richiami mitologici e preziosità artigianali. Corsetti strutturati disegnano il busto e si aprono su gonne ampie e scenografiche, mentre lunghi drappeggi e stole accompagnano il movimento, seguendo il passo delle modelle. Il bianco, assoluto protagonista, diventa una tela sulla quale cristalli, ricami e applicazioni floreali prendono vita.

Tra le creazioni più sensuali, un abito in pizzo avvolge il corpo come una seconda pelle, giocando con trasparenze che svelano delicatamente la silhouette. Una profusione di petali invade la gonna, dando vita a una fioritura che sembra sbocciare direttamente sul tessuto. La delicatezza del pizzo incontra così la ricchezza dell’ornamento. La sposa rivela un’altra sfaccettatura della propria identità, attraverso una lettura contemporanea della femminilità. Un corsetto in raso, dalla struttura definita, si combina con pantaloni in pizzo, arricchita da uno strascico in raso. Più romantica, la creazione dall’anima bohémien: maniche ampie e velate avvolgono le braccia in una leggerezza quasi impalpabile, mentre i ricami del corsetto ritornano lungo i bordi della gonna voluminosa. Un’immagine sospesa tra suggestioni d’altri tempi e libertà espressiva.

A chiudere la sfilata è un’altra apparizione: la figura femminile torna a imporsi attraverso un abito modellato perfettamente sul corpo, capace di esaltarne le forme. La superficie è ricoperta da squame che riflettono la luce, richiamando ancora una volta l’immaginario mitologico della collezione. Sui guanti si riversa una pioggia di fiori decorativi, che ritorna nella sontuosa corona. Un finale scenografico che suggella il racconto di “Eramnesia”, collezione che si fa espressione di una profonda ricerca interiore e di un percorso di riscoperta dell’identità creativa dello stilista. Il cuore concettuale di “Eramnesia” prende forma attorno alla suggestione della camera oscura, dispositivo ottico utilizzato anche dai pittori vedutisti del Settecento per osservare e riprodurre la realtà attraverso immagini proiettate. È in questa dimensione raccolta, protetta dalla luce esterna, che Elio Guido riconosce la metafora della propria ricerca. La sartoria diventa così la sua camera oscura: uno spazio intimo in cui isolarsi, osservare, rielaborare e restituire al mondo una visione personale. Fuori, il sistema della moda corre al ritmo della produzione incessante, dei numeri e delle logiche commerciali. Dentro, invece, il tempo ritrova il valore della manualità, della sperimentazione, dell’errore e dell’intuizione. La creazione si trasforma così in un atto di libertà.

Il ritorno di Elio Guido nella capitale, per il terzo anno consecutivo, segna una nuova tappa del suo percorso. Sulla passerella del Roma Fashion White, promosso da Grazia Marino, brand manager, e dal fashion producer Antonio Falanga, lo stilista calabrese porta una collezione che nasce da un’esigenza di introspezione. «Sono davvero felice di essere tornato a Roma e di aver presentato “Eramnesia” in un contesto così importante. Con questa collezione ho avvertito il bisogno di fermarmi, ascoltarmi e ritrovare la mia essenza, dando alla mia identità sartoriale una nuova direzione. È stato un viaggio anche nella mia infanzia, in particolare nel legame con mia nonna, una presenza affettiva che continua ad accompagnarmi e che ho voluto evocare attraverso dettagli e suggestioni. Ho vissuto ogni momento con grande emozione. Mi auguro che chi ha assistito alla sfilata abbia colto almeno una parte di ciò che ho voluto raccontare attraverso le mie creazioni», dichiara Elio Guido. E così, tra incanto e mistero, ogni abito diventa il riflesso di una storia personale, in cui memoria e oblio si intrecciano, dando vita a una bellezza sospesa tra ricordi, suggestioni e una nuova identità.
Ufficio stampa Denise Ubbriaco

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