Da Mesoraca in Festival – a – “Premio Letterario Nazionale Messurga Opera Prima”
L’APS “Mesoraca in Festival”, da più di un lustro ed ora con Messurga Opera prima, promuove kermesse di Cultura, Saperi e Arte in tutte le loro forme. Il Festival vede operare il suo staff sotto la Direzione artistica generale di Francesco Grano, insegnante, scrittore, diventato militante culturale! Da dove è partita Mesoraca: Il “Mesoraca in Festival”, questa volta nel contesto del Premio Letterario Nazionale “Messurga Opera Prima”, continua un percorso di crescita, ospitando, da sempre, i grandi protagonisti della cultura italiana e creando momenti di confronto che valorizzano il territorio, la lettura e il dialogo tra autori e pubblico. Il progetto Mesoraca in Festival, promosso dall’APS Mesoraca in Festival in collaborazione con il Comune di Mesoraca, prosegue nel solco della prima edizione di settembre 2022, con l’obiettivo primario di valorizzare e promuovere la cultura nel territorio di Mesoraca, attraverso un percorso di programmazione che coniughi tradizione e innovazione. “Il festival – hanno sempre specificato gli organizzatori – vuole prima coinvolgere la comunità locale e poi attirare visitatori esterni, favorendo la crescita naturale di un laboratorio culturale dinamico e inclusivo, finalizzato alla promozione, valorizzazione e diffusione della cultura, dell’arte, della creatività e dei saperi in tutte le loro forme ed espressioni”. Tutti gli eventi compresi dell’ultima edizione tra il mese di settembre 2025 e giugno 2026 sono stati finanziati con le risorse POC 2014/2020 Regione Calabria grazie alla sinergia e alla stretta collaborazione tra il Mesoraca in Festival e l’Amministrazione comunale, che ha ottenuto il finanziamento. Il progetto interviene nei settori della promozione e della divulgazione culturale (letteratura, lingua, giornalismo, saggistica, storia, filosofia, ambito scientifico-matematico, scienze umane, educazioni, formazione, spettacolo, musica, arti figurative, teatro, danza, cinema, fotografia, comunicazione, web, digital, pubblicità, marketing, imprenditoria, cultura medico-sanitaria, saperi creativi e tutela socio antropologica, storico-artistica, paesaggistico-ambientale e dei beni immateriali) con l’obiettivo di stimolare lo sviluppo più ampio possibile del territorio. Attraverso una rete di attività ed esperienze, il festival è così riuscito a coinvolgere sempre più cittadini a dialogare direttamente con il mondo della cultura, delle realtà imprenditoriali, di enti, agenzie e istituzioni locali, provinciali, regionali, nazionali e internazionali.
Con un’attenzione particolare alla valorizzazione del raccordo tra la comunità e le istituzioni, tanto da essere riusciti ad istituire il Premio letterario nazionale “Mesoraca in Festival – Messurga Opera Prima”: un concorso di narrativa e saggistica in lingua italiana che, da oggi, si propone di sostenere e valorizzare le opere degli scrittori esordienti. “Il valore degli eventi culturali in Calabria è oggi più che mai cruciale – specificano gli organizzatori – la nostra regione, spesso raccontata solo attraverso stereotipi di marginalità e fragilità, possiede in realtà un patrimonio culturale immenso che merita di essere riportato al centro del dibattito nazionale. Fare cultura significa, concretamente, fare turismo culturale, ossia attrarre visitatori, studiosi, artisti, intellettuali, investendo così sul futuro dei nostri paesi, delle nostre città. Non a caso, fino a due anni fa, il nostro festival è stato itinerante, muovendosi tra i luoghi simbolo della storia e dell’arte di Mesoraca, proprio in una dimensione di riscoperta e di esplorazione, come tra gli angoli del centro storico o presso la Riserva Naturale Regionale del Vergari, recentemente istituita. Dallo scorso anno, invece, i riflettori si sono accesi sul Santuario del SS. Ecce Homo, uno spazio identitario per gli abitanti del paese, dotato di sale multimediali e spazi esterni, sede naturale per queste successive edizioni e per l’imminente Premio Letterario, oltre che luogo di studio e lettura. La data di costruzione del monastero è nel decennio compreso tra il 1419 ed il 1429, sui resti di un fabbricato edificato dai Basiliani. Passando dall’ultima scorsa edizione che abbiamo svolto presso il sagrato del complesso monumentale del Ritiro, ubicato nella parte bassa del paese, nel cuore del rione Campo, (che è senza dubbio l’esempio più valido ed attualmente unico dello stile tardobarocco in Calabria, possedendo una delle cupole più affrescate di tutto il mezzogiorno d’Italia). Dichiarato oggi monumento di interesse nazionale, il Ritiro (come viene comunemente denominata la chiesa è stato iniziato ad essere edificato nel 1761 per poi terminarli nel 1772); oggi torniamo all’ Ecce Homo! “All’Istituzione di un Premio letterario non si arriva per caso: è il frutto di mesi di lavoro, di coordinamento, di pianificazione attenta. Dietro le quinte operano uomini e donne, ragazzi e ragazze di Mesoraca e di Petilia Policastro, tutti volontari, che credono nel progetto e che prestano tempo ed energie senza alcun tornaconto personale”. Dice il Presidente Francesco Grano, oltre che direttore artistico e presidente dell’APS Mesoraca in Festival, docente di Materie letterarie e Latino presso il Liceo Scientifico “Raffaele Lombardi Satriani” sede di Mesoraca, laureato in Lettere classiche e dottore di ricerca in Storia antica, dopo anni, come autore e docente, di collaborazioni attive alle iniziative del Progetto Gutenberg, oggi Socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e recentemente invitato come socio del Comitato di Crotone della Società Dante Alighieri, a dimostrazione di un fermento che sta coinvolgendo l’intero territorio crotonese da ricollocare al centro di una Calabria ed un mezzogiorno rivolti al Mediterraneo.
Il festival, ed ancora di più il Premio proseguiranno a toccare temi cruciali ed attuali – quali, ad esempio, la biodiversità, la sostenibilità, il patrimonio materiale e immateriale, la cittadinanza attiva, la multiculturalità, l’imprenditorialità, il digitale, la memoria storica, le problematiche socio-culturali dell’oggi attraverso l’ascolto e la lettura – ponendoli direttamente in dialogo con la specificità territoriale. Consapevoli che gli eventi siano un primo passo, perché offrono visibilità, creano comunità ed attraggono anche visitatori e possibilità dirette ed indirette di crescita economica, riteniamo che il turismo dei paesi dell’entroterra, soprattutto nella sua specificità culturale ed artistica, per diventare reale e competitivo, debba integrarsi ad un sistema più ampio di infrastrutture, servizi, comunicazione e promozione del territorio. E mentre si investe su viabilità, su accoglienza, su formazione degli operatori turistici, sulla digitalizzazione, il Marchesato crotonese può e deve contare su infrastrutture dinamiche, come questa realtà; e non solo a “far conoscere” risorse straordinarie come paesaggi naturali, siti di interesse storico-archeologico, tradizioni enogastronomiche, musicali, popolari che rischierebbero purtroppo di rimanere un patrimonio dimenticato ed un potenziale inespresso. Il nostro compito, come operatori culturali “in formazione”, è dunque quello di leggere il nostro tempo e quello che ci ha fatti nascere, valorizzare e inserire in una narrazione coerente tutto ciò che il territorio offre, ha offerto e può offrire. In una sorta di rapporto di reciprocità: senza cultura non può esserci turismo, ma senza turismo, inteso come movimento di uomini e idee, non può sopravvivere la cultura. Le due dimensioni devono camminare insieme in un percorso di scambio volontario tra territorio ed elementi di elaborazione e conoscenza accessibili, al plurale”. n.b. nell’allegare le locandine di tutti gli appuntamenti vi rimandiamo ai profili fb (https://www.facebook.com/profile.php?id=61550099760635) ed is (https://www.instagram.com/mesoraca_in_festival_page/) Anche per “sfogliare”i tantissimi protagonisti dei cartelloni delle edizioni precedenti dei festival, le decine e decine di spin off che hanno animato la programmazione durante tutti i periodi dell’anno e le dirette, che hanno portato a dialogare con il territorio conl importanti personalità del panorama culturale, letterario e giornalistico, tra cui Serena Bortone, Paolo Di Paolo, Stefano Cappellini, Sigfrido Ranucci, Guendalina Middei, Carmen Verde, Gejim Hajadari, Tiziana Ferrario, Mario Desiati, Giuseppe Lupo, Giuseppe Iannaccone, Mimmo Gangemi, Vito Teti, Domenico Dara, Olimpio Talarico, Vittorio Macioce, Pino Aprile, Carmine Abate, Paolo Di Giannantonio, Niccolò Zancan, Andrea di Consoli, Savino Zaba, Carlo Greppi, Marisa Manzini, Ettore Castagna, Annalisa Insardà, Margherita Ganeri, Angela Bubba, Carlo Fanelli, Aldo Maria Morace, Giusy Staropoli Calafati, Massimo Iiritano, Chiara Marasco, e numerosi altri autori, artisti, studiosi e operatori culturali che hanno sempre intrecciato i loro messaggi con le più significative realtà culturali ed associative del territorio, sempre reso protagonista
