CalabriaNews

BRUNO PANUZZO E L’ENERGIA DELLA MUSICA DI BIAGIO ANTONACCI

«In un’epoca storica segnata da divisioni, conflitti, solitudini e distanze – spesso anche interiori – la musica di Biagio Antonacci conserva una rarissima capacità: quella di unire». È questa la riflessione del cantautore Bruno Panuzzo, che descrive l’artista milanese come «un ponte tra persone e generazioni, capace di far ritrovare, attraverso le sue canzoni, un senso autentico di appartenenza». Un concetto molto profondo e di grande spessore umano oltre che artistico. «La musica di Biagio Antonacci – afferma ancora Panuzzo – possiede quella straordinaria peculiarità di unire in un periodo storico in cui ogni elemento sembra portare alla disgregazione, al dissenso, all’allontanamento e perfino a quella forma di guerra subdola, che ciascuno combatte dentro di sé». Per Panuzzo non si tratta soltanto di una considerazione espressa in generale, ma frutto di una esperienza personale. «Ho avuto il grande piacere di incontrare Biagio Antonacci circa sei volte, a partire dal 2015. La sua gentilezza, la sua umanità e la sua semplicità sono qualità disarmanti, rimaste immutate nel tempo». Da Firenze a Reggio Calabria, attraverso l’euforia di concerti memorabili, Panuzzo ha osservato da vicino quel legame speciale che Antonacci riesce a creare con il suo pubblico. Un rapporto fatto di energia reciproca, di emozioni condivise e di un dialogo che supera il semplice spettacolo. Emblematiche, in questo senso, le serate di Lucera (Foggia) nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Augusteo. Nello specifico quella del 28 luglio scorso, all’opening dopo la pausa del 27 luglio che l’artista si è concesso dopo una serie di lunghi concerti in loco, ha consentito a Bruno Panuzzo di percepire dal vivo (ancora una volta) il grande scambio di energia collettiva di cui fatto cenno. Migliaia di voci hanno accompagnato successi senza tempo come Iris, Non ci facciamo compagnia, Convivendo, Non vivo più senza te e decine di altri brani che hanno segnato oltre trent’anni di una carriera in costante crescita. «Vedere dal vivo quello scambio di energia tra palco e pubblico – racconta ancora Panuzzo – significa comprendere davvero il valore umano della musica di Antonacci. Lui ama la sua gente e si dona senza alcuna barriera: non nega mai una parola, un sorriso o una fotografia a chi lo aspetta fuori dal palco». Forse è proprio questo il segreto della sua straordinaria longevità artistica: la capacità di trasformare ogni concerto in un luogo d’incontro, dove la musica diventa linguaggio universale e l’amore torna a essere il fondamento delle relazioni umane. In un mondo che spesso divide, Biagio Antonacci continua a scegliere, semplicemente, di unire.

Radio Siderno La Cometa, testata giornalistica iscritta al Tribunale di Locri registro stampa n. cronol. 163/2026. Direttore Responsabile: Michele Macrì