QUESTIONE SICUREZZA, SINDACO TROPEA: SOSTEGNO TOTALE ALLE FORZE DELL’ORDINE. QUESTIONE ORMAI STRAORDINARIA ANCHE PER LE DESTINAZIONI TURISTICHE
TROPEA (VV), mercoledì 22 luglio 2026 – Quando la sicurezza supera il perimetro dell’ordinario, lo Stato non può rispondere con strumenti ordinari né lasciare sole le donne e gli uomini chiamati ogni giorno a servire lo Stato democratico nelle strade, nelle piazze, nelle stazioni, nei quartieri difficili e nei luoghi attraversati da grandi flussi di persone. La questione sicurezza non riguarda più soltanto le grandi città ma attraversa tutto il Paese e interessa direttamente anche le destinazioni turistiche, dove la qualità dell’accoglienza passa anche dalla capacità di garantire ordine pubblico, presidio del territorio e tutela dei cittadini.
MACRÌ: CHIAREZZA SÌ, PROCESSI SOMMARI NO
Ogni volta che durante un intervento si verifica un fatto grave – dice il Sindaco Giovanni Macri, intervenendo nel dibattito nazionale seguito al cado di Abderrahim Fakir – è doveroso che si faccia piena chiarezza. Nessuno chiede zone franche, né impunità, né opacità. Ma una cosa è accertare i fatti con serietà, un’altra è trasformare immediatamente chi indossa una divisa in bersaglio politico, mediatico o ideologico. Il fatto stesso che alcuni partiti di opposizione abbiano chiesto addirittura un’ispezione parlamentare per far luce sui fatti di Bologna, ancor prima che fosse stata avviata l’inchiesta della Procura, è paradossale rispetto al mondo reale in cui vive la gente. Che facciamo ce la prendiamo a prescindere con la Polizia solo perché fa il proprio dovere? È questo il messaggio che vogliamo consegnare al Paese nel momento in cui sono proprio i cittadini, ogni giorno, a chiedere più presenza, più controllo e più sicurezza?
L’INDIGNAZIONE ARRIVA SEMPRE TROPPO TARDI MENTRE NESSUNO PREVIENE
È comprensibile l’indignazione di familiari, amici, conoscenti e di quanti si sentono colpiti da una vicenda tragica. Sarebbe però altrettanto importante che la stessa attenzione pubblica venisse esercitata anche prima, sul terreno della prevenzione, dell’ascolto dei segnali, della responsabilità delle cerchie più vicine e della capacità di non voltarsi dall’altra parte quando situazioni difficili iniziano a manifestarsi. Un uomo – sottolinea ancora Macrì – non va in escandescenza all’improvviso. Cova un disagio, probabilmente anche lungo e latente. Ecco perché alcune tragedie non esplodono all’improvviso: spesso mandano avvisi che nessuno raccoglie, fino a quando diventa più semplice cercare un colpevole assoluto che interrogarsi su ciò che non è stato visto, detto o fatto in tempo.
LO SCUDO VA SCRITTO MEGLIO, MA IL PRINCIPIO È GIUSTO
Il nuovo modello 45-bis, introdotto dal decreto Sicurezza, prevede un registro separato quando appare evidente che il fatto sia stato commesso in presenza di una causa di giustificazione, come legittima difesa, uso legittimo delle armi o adempimento di un dovere; nel caso di Bologna è stato applicato a due agenti e quattro operatori sanitari, senza attribuire loro, allo stato, la qualifica di indagati. Su questo – aggiunge il Primo cittadino – bisogna avere il coraggio di uscire dalle tifoserie. Una tutela per chi serve lo Stato è necessaria, perché chi interviene in contesti critici non può essere abbandonato dentro un tritacarne giudiziario e mediatico. Allo stesso tempo, questa misura deve essere ancora più contingentata, espressa meglio, definita con precisione, proprio per evitare ambiguità e per tenere insieme due esigenze entrambe fondamentali: accertare sempre la verità e non criminalizzare preventivamente chi tutela l’ordine pubblico.
MASSIMO SOSTEGNO A CHI SERVE LO STATO
In ogni ordinamento democratico – conclude Macrì – le forze dell’ordine sono presidio di libertà, non il contrario. Naturalmente possono esserci errori, imprevisti, responsabilità da accertare: ed è giusto che gli organi competenti lo facciano. Ma il principio resta: la sicurezza viene prima di tutto e chi serve lo Stato deve sapere che lo Stato non lo lascia solo. Da Tropea arriva massimo sostegno alle forze dell’ordine e la richiesta al Governo di intervenire con strumenti straordinari, perché in Italia la questione sicurezza ha ormai superato l’ordinario.
