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Area Moderata Siderno: “L’assoluzione di Pietro Fuda: una riflessione sulla giustizia, sul garantismo e sulla democrazia locale”

L’assoluzione dell’ex sindaco di Siderno e già senatore della Repubblica, , insieme a tutti gli altri imputati, chiude una vicenda giudiziaria durata oltre undici anni e apre inevitabilmente una riflessione che va ben oltre il singolo processo.

Area Moderata accoglie con rispetto la sentenza del Tribunale, nella piena consapevolezza che in uno Stato di diritto le decisioni della magistratura si rispettano sempre, sia quando confermano un’accusa sia quando la escludono.
Questa vicenda ripropone con forza il valore della presunzione di innocenza, principio fondamentale della nostra Costituzione troppo spesso sacrificato davanti al processo mediatico e al giudizio dell’opinione pubblica.

Per oltre un decennio una persona, una famiglia e un’intera esperienza amministrativa hanno vissuto sotto il peso di accuse gravissime. Oggi la giustizia ha pronunciato una sentenza di assoluzione che merita rispetto e impone una riflessione collettiva.

Tuttavia, una sentenza di assoluzione seppur con formula piena non può restituire gli anni trascorsi, il peso del sospetto, le opportunità perdute e le conseguenze umane, politiche e istituzionali che una vicenda di questa durata inevitabilmente produce.

Per Siderno questa storia assume un significato ancora più profondo. Lo scioglimento del Consiglio comunale ha rappresentato uno spartiacque nella vita della città, modificandone il percorso amministrativo e politico. A distanza di anni, e alla luce dell’esito processuale, è legittimo chiedersi se non sia arrivato il momento di aprire una seria riflessione sulla disciplina dello scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose.

Nessuno mette in discussione la necessità di contrastare la criminalità organizzata con fermezza. La lotta alla mafia deve restare una priorità assoluta dello Stato. Proprio per questo gli strumenti utilizzati devono essere efficaci, proporzionati e capaci di coniugare la tutela della legalità con quella dei diritti democratici delle comunità.

L’esperienza di molti enti locali dimostra che il commissariamento, troppo spesso, non ha prodotto quei risultati strutturali che ci si attendeva nella lotta alle organizzazioni criminali. Al contrario, ha frequentemente lasciato le comunità prive della guida scelta democraticamente dai cittadini, generando un lungo vuoto amministrativo, rallentando opere, investimenti, programmazione e sviluppo.

È quindi doveroso domandarsi se la normativa vigente necessiti di una revisione. È sufficiente il quadro indiziario disponibile al momento dello scioglimento per giustificare conseguenze tanto profonde sulla vita democratica di un’intera comunità? Esistono strumenti che consentano di tutelare la legalità senza sospendere la normale dialettica democratica quando ciò non sia strettamente indispensabile?

Sono interrogativi che non riguardano soltanto Siderno, ma l’intero Paese, e che il Parlamento dovrebbe affrontare con equilibrio, senza arretrare di un solo passo nella lotta alla mafia ma rafforzando, al tempo stesso, le garanzie proprie dello Stato di diritto.

Questa vicenda richiama anche tutti noi a un maggiore senso di responsabilità. Troppo spesso il dibattito pubblico e quello politico anticipano le sentenze, trasformando le accuse in condanne e il sospetto in certezza. La giustizia, invece, richiede tempo, rigore e rispetto delle regole. Ed è proprio quando il processo si conclude con un’assoluzione che il valore del garantismo emerge in tutta la sua forza.

Il garantismo non appartiene a una parte politica. È un principio di civiltà giuridica che tutela ogni cittadino, indipendentemente dalle sue idee, dal ruolo che ricopre o dal consenso che raccoglie.

Area Moderata continuerà a sostenere una visione della giustizia fondata sull’equilibrio tra il contrasto inflessibile alla criminalità organizzata e la piena tutela dei diritti costituzionali. Perché la forza dello Stato non si misura soltanto nella capacità di reprimere il crimine, ma anche nella capacità di garantire giustizia, libertà e rispetto della dignità di ogni persona.

L’assoluzione di Pietro Fuda rappresenta oggi un momento che invita tutti, istituzioni, politica, informazione e cittadini, a riflettere con maggiore prudenza, con maggiore equilibrio e con maggiore rispetto per quei principi che costituiscono il fondamento della nostra democrazia.

Area Moderata
La forza del garantismo

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