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Alla Villa Romana l’anteprima del Dialog Festival sulla tutela del patrimonio archeologico

Casignana guarda al futuro dell’archeologia
All’anteprima del Dialog Festival 2026 presentato un modello internazionale di tutela, ricerca e innovazione che ci permetterà di guardare la Villa Romana con occhi nuovi.
La Villa Romana di Casignana si candida a diventare uno dei laboratori più avanzati d’Europa per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico. È questo il messaggio emerso dall’incontro La collaborazione tra Enti Locali, Ministero e Università per la tutela e l’innovazione del patrimonio archeologico, svoltosi martedì 7 luglio davanti allo straordinario mosaico del Trionfo di Dioniso, anteprima del Dialog Festival 2026.
Amministrazione Comunale, Ministero della Cultura, Soprintendenza e Università hanno illustrato un progetto che unisce ricerca scientifica, innovazione tecnologica e valorizzazione del territorio in una sinergia destinata a trasformare il sito archeologico in un punto di riferimento internazionale.
Ad aprire l’incontro sono stati il Sindaco Rocco Celentano, il Vicesindaco Agata Mazzitelli e il Presidente del Consiglio Comunale Franco Crinò, che hanno evidenziato come la crescita registrata negli ultimi anni, con un numero di visitatori assestato sulle diecimila presenze annue, sia il risultato di una strategia condivisa fondata sulla collaborazione tra istituzioni e mondo della ricerca, che punta a rendere il sito sempre più fruibile, accessibile e conosciuto.
Ma il cuore della serata è stato rappresentato dagli interventi del professor Davide Tanasi, direttore dell’Institute for Digital Exploration della University of South Florida, e del funzionario archeologo del Ministero della Cultura Andrea Maria Gennaro, direttore scientifico della Villa Romana.
Il progetto in corso rappresenta un’iniziativa di assoluto rilievo nel panorama archeologico internazionale perché, grazie alla collaborazione tra Comune di Casignana, Soprintendenza e University of South Florida, il complesso monumentale sarà sottoposto a una mappatura digitale tridimensionale con precisione submillimetrica attraverso laser scanner, fotogrammetria terrestre, rilievi con drone e tour immersivi a 360 gradi.
L’obiettivo è la realizzazione del cosiddetto “gemello digitale” della Villa, una copia virtuale capace non solo di documentare con estrema precisione ogni ambiente e ogni singola tessera musiva, ma anche di monitorarne nel tempo lo stato di conservazione, programmare gli interventi di restauro e ricostruire virtualmente l’aspetto originario della residenza in epoca romana.
Si tratta di un livello di documentazione che oggi manca persino in importanti siti UNESCO se pensiamo che perfino la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina non dispone di una base digitale completa e sistematica come quella che sarà realizzata a Casignana. Un traguardo che consentirà al sito calabrese di raggiungere standard scientifici di assoluta eccellenza e di proporsi come modello per la gestione del patrimonio archeologico.
Ma il progetto non guarda soltanto alla ricerca. Grande attenzione sarà infatti riservata alla fruizione del sito e all’inclusione. Il modello tridimensionale permetterà anche alle persone con disabilità visive o motorie di vivere un’esperienza di visita completamente nuova, attraverso riproduzioni tattili, realtà virtuale e percorsi immersivi che consentiranno di esplorare ambienti oggi non accessibili.
La digitalizzazione aprirà inoltre prospettive inedite sul piano della divulgazione. Grazie alla realtà aumentata, ai modelli tridimensionali e ai contenuti interattivi sarà possibile portare la Villa Romana nelle scuole, nei musei e nei centri di accoglienza, offrendo esperienze coinvolgenti per tutte le fasce d’età. Particolare attenzione sarà dedicata ai bambini, con la possibilità di sviluppare videogiochi educativi e percorsi interattivi capaci di trasformare la visita in un’esperienza partecipata, seguendo modelli già sperimentati con successo in altri siti.
Il professor Tanasi ha inoltre annunciato che, una volta completata l’elaborazione dei dati raccolti in questi giorni, la Villa Romana di Casignana sarà presentata a gennaio a Boston, durante l’annuale meeting dell’Archaeological Institute of America, uno dei più prestigiosi appuntamenti mondiali del settore, frequentato da migliaia di studiosi provenienti da ogni parte del mondo. Un’occasione straordinaria per proiettare il sito archeologico calabrese in una dimensione internazionale e far conoscere il patrimonio della Locride a un pubblico vastissimo, compresi i milioni di cittadini statunitensi di origine italiana.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre confermato l’avvio, tra la fine di agosto e il mese di settembre, della nuova campagna di scavi affidata all’Università di Perugia, che interesserà le aree esterne alla Villa, con particolare attenzione alla necropoli, affiancata dalle indagini geofisiche già concluse e dai futuri progetti per la realizzazione di un visitor center e, successivamente, di un antiquarium capace di completare il percorso di visita e di rendere ancora più stretto il legame con il borgo.
La serata si è conclusa con un invito a sostenere la candidatura della Villa Romana di Casignana al censimento FAI I Luoghi del Cuore, ulteriore tassello di un percorso che punta a fare della collaborazione tra enti locali, Ministero e università il motore di una nuova stagione di crescita culturale, scientifica e turistica per uno dei più straordinari tesori archeologici della Calabria.

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