CalabriaNews

Corigliano-Rossano, Mazza: “Il decentramento rifiutato e la sfida dei municipi”

Intervento
Un’architettura istituzionale a quattro cuori per superare i vecchi confini e governare le vocazioni del territorio

Mercoledì 1 luglio 2026

A quasi nove anni dal referendum che sancì la nascita di Corigliano-Rossano, il terzo polo demografico della Calabria è ancora in gabbia. La città vive uno stallo istituzionale che non rappresenta più un semplice ritardo. È diventato un rischio concreto.
La fusione amministrativa ha creato un grande sistema urbano e territoriale, dotato di una massa critica considerevole. Senza una prospettiva chiara e pienamente operativa, tuttavia, rischia di restare un gigante privo di una vera spina dorsale.
Quel referendum fu soltanto il primo atto. Il quadro normativo si completò con la legge regionale del 2018, che istituì formalmente il Comune unico.
Quella stessa legge individuava, nell’area di Insiti, la sede istituzionale collocata in posizione baricentrica rispetto ai due nuclei originari. Una previsione rimasta, ancora oggi, inattuata. Un’incompiuta istituzionale che dice molto della qualità della volontà politica fin qui espressa.
La politica locale sembra subire l’unificazione, anziché governarla con una visione di lungo periodo. Persiste una resistenza diffusa al decentramento. Quasi il timore che nuove assemblee territoriali possano sottrarre centralità al palazzo.
La realtà è ben diversa. Un territorio di 346 chilometri quadrati, se privo di un sistema di decentramento territoriale in grado di raccogliere e rappresentare le istanze delle singole comunità, è destinato alla paralisi. E al riemergere di vecchi, sterili e inutili campanilismi.

La necessità di un baricentro e la scelta degli organi elettivi
Per uscire da questo guado serve una scelta chiara: urbanistica, ma anche simbolica.
Occorre realizzare la Cittadella delle Istituzioni nell’area già individuata a valle: Insiti.
Non è più una scelta da rinviare.
È un’incompiuta da sanare.
In questo nuovo polo direzionale trovano sede le principali funzioni istituzionali della città. La Cittadella diventa il baricentro strategico, amministrativo e finanziario del territorio unificato.
Per procedere rapidamente servono risorse regionali e nazionali. Serve un piano urbanistico coerente. Serve un iter normativo capace di modificare lo Statuto e definire gli accordi necessari con la Regione.
Al tempo stesso, per evitare che questo centralismo di risulta produca nuove periferie amministrative, l’ordinamento offre già uno strumento efficace: i municipi previsti dal TUEL. Queste strutture non devono essere semplici sportelli decentrati o delegazioni simboliche, bensì autentici organi di rappresentanza territoriale dotati di una chiara legittimazione politica.
La scelta decisiva è una sola: prevedere l’elezione diretta dei consiglieri municipali da parte dei cittadini.
La condizione normativa è già favorevole. L’istituzione dei municipi non richiede alcuna nuova legge regionale. È sufficiente una modifica dello Statuto comunale deliberata dal Consiglio.
Lo strumento esiste già. Manca soltanto la volontà politica di utilizzarlo.

Una nuova mappa del territorio: motori economici, repubblica del mare e scudo culturale
La suddivisione del territorio in macro-aree omogenee risponde a criteri di efficienza amministrativa e di pianificazione strategica. Non comporta una moltiplicazione ingiustificata dei costi della politica.
Nella zona a valle il tessuto residenziale e produttivo va affidato a due motori complementari.
Il Municipio Ausonico, dedicato alla logistica e all’economia agricola della Piana, presidia il versante occidentale del territorio unificato. È un’area vocata alla produzione, alla distribuzione e al raccordo con le grandi arterie infrastrutturali. Rappresenta un presidio strategico affacciato sull’asse viario e ferroviario della costa jonica.
Il Municipio Bizantino costituisce il presidio amministrativo dell’area a maggiore concentrazione di funzioni urbane. Rappresenta il motore dello sviluppo terziario, dei servizi alla persona e del tessuto imprenditoriale diffuso.
La svolta territoriale più significativa, però, è rappresentata dal Municipio del Mare. Un istituto capace di superare il vecchio confine del torrente Cino e unificare Schiavonea e Lido Sant’Angelo in un unico soggetto amministrativo.
L’intera fascia costiera condivide le stesse priorità: gestione del demanio marittimo, contrasto all’erosione, sviluppo turistico, portualità e valorizzazione del waterfront.
Considerare il litorale come un unico distretto amministrativo significa dotare il mare di una governance permanente. Significa sottrarlo definitivamente alla condizione di periferia balneare.
L’ultimo tassello della riorganizzazione riguarda i due centri storici d’altura.
Con il Municipio dei Borghi Storici, Corigliano e Rossano costituiscono un unico presidio culturale e identitario.
Le due colline soffrono i medesimi processi: spopolamento progressivo e contrazione dei servizi. Eppure custodiscono la principale risorsa per il rilancio del turismo d’arte e d’esperienza.
Per garantire equilibrio istituzionale e rispettare la pari dignità delle due comunità, il Consiglio municipale deve riunirsi in forma itinerante, alternando le proprie sedute tra Palazzo Garopoli e Palazzo Sant’Anargiri.
I quattro municipi vanno inquadrati come strutture snelle. I consiglieri complessivi devono essere ripartiti secondo il peso demografico e la complessità gestionale di ciascuna area. Devono operare senza indennità fissa, percependo esclusivamente un gettone di presenza.
È un modello che garantisce rappresentanza democratica diretta senza nuovi costi strutturali.
È così che una fusione amministrativa può finalmente trasformarsi in una vera città.
Non più una costruzione giuridica.
Ma un’istituzione concreta.

Domenico Mazza

Radio Siderno La Cometa, testata giornalistica iscritta al Tribunale di Locri registro stampa n. cronol. 163/2026. Direttore Responsabile: Michele Macrì