Caulonia, l’assessore Antonella Ierace respinge le richieste di dimissioni: “Nessun conflitto d’interessi, accuse infondate e strumentali”
L’assessore del Comune di Caulonia, Antonella Ierace, rompe il silenzio e risponde con una lunga nota alla richiesta di dimissioni avanzata nei suoi confronti dal gruppo consiliare di minoranza “Rinnoviamo Caulonia”. Un documento nel quale respinge con decisione ogni accusa, definendola una ricostruzione dei fatti “distorta, priva di fondamento e finalizzata esclusivamente a screditare la sua persona e il suo operato istituzionale”.
L’assessore contesta in particolare le presunte incompatibilità legate al suo ruolo nell’associazione di Protezione Civile operante sul territorio comunale. Secondo quanto afferma, al momento della nomina ad assessore, avvenuta nel luglio 2022, aveva già rassegnato le dimissioni dalle cariche direttive ricoperte nell’associazione, in pieno rispetto delle norme e per evitare qualsiasi possibile conflitto d’interessi. Successivamente, nel marzo 2025, avrebbe inoltre rinunciato a ogni altro incarico associativo, scegliendo di continuare a prestare la propria attività esclusivamente come semplice volontaria.
Ierace sottolinea che tutta la documentazione relativa alle dimissioni è pubblica, deliberata dall’assemblea dei soci e regolarmente registrata, ribadendo che la ricostruzione fornita dalla minoranza sarebbe facilmente smentibile attraverso gli atti ufficiali.
Nel documento richiama anche quanto dichiarato dal vicesindaco Giovanni Maiolo nel Consiglio comunale del 17 aprile 2025, quando avrebbe affermato pubblicamente che ogni eventuale profilo di conflitto d’interessi risultava ormai insussistente proprio in virtù delle dimissioni rassegnate dall’assessore. Per Ierace, le parole del vicesindaco confermano la correttezza del comportamento amministrativo adottato e l’assenza di qualsiasi incompatibilità.
Ampio spazio viene dedicato anche alle contestazioni riguardanti i rapporti economici tra il Comune e l’associazione di Protezione Civile. Ierace precisa che non si tratta di contributi o vantaggi economici, bensì di rimborsi spese previsti dalla normativa vigente, riconosciuti a fronte di servizi realmente svolti e debitamente rendicontati. L’assessore evidenzia come ogni procedura sia stata gestita dagli uffici comunali competenti nel rispetto delle disposizioni di legge e invita chi sostiene l’esistenza di irregolarità a produrre prove concrete.
La replica affronta anche il riferimento alla procedura relativa al Fondo Regionale Politiche Sociali (FRPS). Secondo l’assessore, la minoranza avrebbe avanzato accuse senza indicare alcuna specifica violazione normativa o atto irregolare. Ierace ribadisce la piena disponibilità a qualsiasi controllo o verifica da parte degli organi competenti, dichiarando di non avere nulla da temere.
Sul piano politico, l’esponente della Giunta interpreta l’iniziativa della minoranza come una campagna di delegittimazione personale, sostenendo che le accuse sarebbero finalizzate più a colpire la sua figura istituzionale in vista delle future competizioni elettorali che ad affrontare reali questioni amministrative.
Particolarmente significativo il passaggio conclusivo della lettera, nel quale l’assessore abbandona il piano strettamente politico per raccontare una riflessione personale. Ierace riferisce infatti della domanda rivoltale dalla figlia, che le avrebbe chiesto perché chi si impegna quotidianamente per il bene della collettività venga sottoposto ad attacchi così duri. Una domanda che l’assessore definisce la ferita più difficile da affrontare in questa vicenda.
Antonella Ierace conclude ribadendo la volontà di proseguire il proprio mandato con trasparenza, senso del dovere e spirito di servizio, assicurando che continuerà a lavorare nell’esclusivo interesse della comunità di Caulonia. Infine rivolge un appello ai firmatari della richiesta di dimissioni, chiedendo che vengano ristabiliti i fatti e affermando che, qualora le accuse si rivelassero infondate, sarebbe auspicabile un gesto di scuse nei suoi confronti, ricordando che, prima delle contrapposizioni politiche, esistono le persone.
