PREMIO “CALABRIA CHE LAVORA” COMPIE 25 ANNI
Il Premio ideato da Franco Buccinà festeggia un quarto di secolo valorizzando imprenditori, tradizioni e capitale umano della regione.
La venticinquesima edizione del Premio Calabria che lavora segna un traguardo simbolico e sostanziale: un quarto di secolo dedicato alla valorizzazione delle migliori energie produttive della regione. Presentato questa mattina al Polo Culturale Mattia Preti di Palazzo Campanella, il Premio ideato dal promoter Franco Buccinà conferma la sua natura di kermesse identitaria, capace di raccontare una Calabria che cresce, innova, resiste e si afferma.
Un progetto nato dal sacrificio e dalla visione
Franco Buccinà ha ripercorso la storia del Premio con la lucidità di chi ha costruito un percorso lungo e complesso, sostenuto dalla famiglia e da una rete di imprenditori che negli anni hanno trasformato il proprio talento in impresa. «Distinguersi per non estinguersi» è il motto che sintetizza questi venticinque anni: un invito a credere nella qualità, nella determinazione e nella capacità di portare nel mondo un’immagine positiva della Calabria.
Molti dei premiati delle prime edizioni erano realtà sconosciute, oggi diventate marchi affermati e riconosciuti a livello internazionale. Un esempio emblematico è la distilleria Caffo, citata da Buccinà come simbolo di un’imprenditoria che ha saputo crescere fino a muoversi su scenari globali, arrivando all’acquisizione del gruppo Cinzano.
Il sostegno delle istituzioni e la visione condivisa
Accanto al patron, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Domenico Giannetta ha ribadito il valore istituzionale del Premio, sottolineando come la Regione debba sostenere chi contribuisce a narrare una Calabria diversa, fatta di competenze, passione e capitale umano. La scelta di presentare l’edizione del venticinquesimo anniversario proprio a Palazzo Campanella assume così un significato preciso: riconoscere il Premio come patrimonio culturale e produttivo della regione.
Giannetta non esclude che Calabria che lavora possa essere inserito tra gli eventi storicizzati, accedendo così ai bandi dedicati. Un riconoscimento che premierebbe l’impegno costante di Franco Buccinà e Anna Patania, anima organizzativa della manifestazione.
Un’edizione ricca di novità e di simboli
La cerimonia di premiazione si terrà il 21 giugno a Villa Hermes, a San Ferdinando, con la partecipazione di Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi come testimonial. I premi, realizzati dal maestro orafo Michele Affidato, abbracceranno diverse categorie, tra cui il Premio qualità per il settore dell’informazione destinato al network LaC.
Tra le novità più significative, l’introduzione del riconoscimento Calabria Etno Song, dedicato a chi esporta la tradizione musicale calabrese nel mondo. A riceverlo sarà Carmen Floccari, voce simbolo della cultura popolare, che ha raccontato con emozione il suo impegno nel portare la musica tradizionale dalla Calabria all’Australia, al Canada, fino ai prossimi appuntamenti in Slovacchia.
Un patrimonio da custodire
Il Premio Calabria che lavora non è solo una cerimonia: è un archivio vivente di storie, sacrifici, intuizioni e successi. È la fotografia di una regione che non si arrende e che, attraverso i suoi imprenditori, i suoi artisti e le sue comunità, continua a costruire futuro.
Venticinque anni dopo, la missione resta la stessa: raccontare una Calabria che produce, che innova, che crede nelle proprie potenzialità. Una Calabria che lavora davvero.
