SALUTE: ITALIA PAESE PIU’ STRESSATO D’EUROPA, CON DAZI E GUERRE AUMENTANO I RISCHI
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Cortisolo alto colpisce 8 italiani su 10: insonnia, ansia e irritabilità si alimentano nella quotidianità
L’Italia è il paese più stressato d’Europa secondo una ricerca del Consumer Lab di Bain & Company e adesso, con le conseguenze della guerra ed i problemi economici derivati dai dazi, il timore degli esperti è che la situazione possa precipitare. Gli indicatori del Consumer Lab di Bain & Company segnalavano già un livello di guardia, ma ora secondo il centro studi Poolpharma, 8 italiani su 10 soffrono ciclicamente di stress e ansie causate dalla vita frenetica, tra le principali cause di cortisolo alto. Il dato, elaborato dal centro studi Pool Pharma in occasione del lancio di “Kilocal Lipo System”, conferma la diffusione della vita sempre più complessa degli italiani. Il cosiddetto ‘ormone dello stress’ portatore di stati di disagio come insonnia, ansia e irritabilità si alimenta nella quotidianità. Spiega Camilla Pizzoni, Direttore Generale Pool Pharma: “Quello che incide sull’eccesso di cortisolo è la frenesia del mondo occidentale, degli input digitali, di dover fare 1000 cose in una volta. Lo stress danneggia e quindi influenza anche l’infiammazione di basso grado, anche il deficit microcircolatorio e si consolida negli anni. Tutto questo porta a uno squilibrio del cortisolo ma cronico, non periodico”.
Lo stress è uno dei principali fattori di cambiamento e rinnovamento personale: ha spinto a ridefinire le priorità del benessere quotidiano: qualità del sonno, alimentazione e mindfulness ne sono tre esempi. Non è un fenomeno isolato all’Italia, accomuna le comunità occidentali e gli europei in questo senso adottano condotte migliori: oltre la metà riduce zuccheri, grassi e cibi processati e riduce la l’uso di alcol e bibite zuccherate. Nel nord Italia il fenomeno del sovraccarico quotidiano è elevato, ed una recente ricerca dell’Università di Udine lo conferma: una persona su due accusa stabilmente forte stress da lavoro. È noto che lo stress abbia un forte impatto sull’intero fisico e che gli indicatori più comuni siano il cortisolo alle stelle ma anche stati di ansia, irritabilità, insonnia. In realtà ci sono due ‘Italie’: una più esposta alle conseguenze di una vita stressante con un inevitabile impatto sulla longevità, un’altra, come certifica l’Istat, che, attraverso abitudini dimenticate da tempo, riesce a raggiungere un numero di ultra centenari ben oltre l’indice nazionale. Oltre alla Sardegna, dove nel nuorese spicca il numero di uomini ultra centenari rispetto alle donne, in Sicilia sui monti vicino ad Agrigento e Palermo il rapporto con la popolazione è estremamente vicino a quello della Sardegna. In Calabria Bivongi, Molochio, Varapodio e Oppido Mamertina hanno attirato l’attenzione di molti scienziati. In Puglia a Orsara e Sant’Agata di Puglia c’è una concentrazione di ultra centenari fuori dal comune. In Umbria negli ultimi anni è stata rilevata un’impennata del 59% negli di ultracentenari. Ed in Molise la percentuale d’incidenza di super-anziani sulla popolazione è la più alta dell’intera penisola.
Una delle manifestazioni più evidenti di un eccesso di cortisolo alto è la ritenzione idrica, aumentata dal caldo estivo arrivato in questi giorni all’improvviso, che oltre a portare inestetismi crea oggettivi squilibri dell’intera circolazione linfatica e venosa. Secondo il Dott. Fabrizio Malipiero, docente in Nutraceutica e Nutrigenomica presso l’Università Alma Mater di Bologna: “Al contrario del passato oggi si affronta questo tema andando al di là dell’inestetismo: si lavora in termini di benessere sistemico, non solo concentrandosi su una mera riduzione dei liquidi e della ritenzione idrica. L’approccio moderno è di lavorare sul supporto al microcircolo, contemporaneamente al drenaggio linfatico, l’equilibrio elettrolitico (molto importante è conservare i sali minerali) e sostegno quindi anche della funzionalità venosa”.
Da un punto di vista sociale lo stress colpisce in maniera trasversale uomini e donne ma sono quest’ultime a subirne più facilmente gli effetti: sottoposte alla gestione di casa e dei figli al termine della giornata lavorativa tendono a mantenere lo stato di carico cognitivo che condiziona la produzione di cortisolo. Ma l’uomo non ne è immune, prosegue il prof Malipiero: “La ritenzione è molto collegata alla sedentarietà, al sovrappeso dominante tipico dell’uomo ma soprattutto allo stress troppo elevato. In maniera trasversale la ritenzione colpisce uomo e donna con un’alimentazione ricca di sale o alcolici o comunque disordinata che porta un affaticamento del fegato, che è collegato alla ritenzione”.
La condizione di stress cronico però non è diffusa omogeneamente su tutto il territorio: sganciandosi dall’ormai vecchia idea che la vita frenetica sia condotta solo nei grandi centri urbani, in cui viene pur accentuata, si possono trovare isole felici nelle cosiddette Zone Blu, aree in cui la popolazione vive molto a lungo. Tra queste viene universalmente riconosciuta la Sardegna ma condizioni simili si possono ritrovare in altre regioni del centro – sud come l’entroterra di Sicilia, Calabria, Puglia, Umbria o Molise. Tutte aree accomunate da forte senso di comunità, moderata attività fisica ma costante legata alle attività quotidiane più che allo sport e ritmi che consentono più facilmente la decompressione degli stress che fanno parte della vita quotidiana come problemi economici o lutti, elementi che accomunano tutte le persone, indipendentemente da dove vivano.
