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“Fuori la guerra dai nostri porti”: il 29 maggio alle ore 17 presidio a Gioia Tauro

Riceviamo e pubblichiamo

Con lo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra

Ore 18.30 conferenza stampa – lungomare di San Ferdinando GIOIA TAURO (RC), 25 Maggio 2026

Il Coordinamento Calabria per la Palestina convoca per venerdì 29 maggio alle ore 17.00 un presidio davanti al Porto di Gioia Tauro, aderendo allo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra, lanciato dall’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia e raccolto da realtà sindacali, sociali e politiche in tutto il Paese. A partire dalle ore 18.30 si terrà una conferenza stampa sul lungomare di San Ferdinando per rilanciare l’azione di lotta contro la filiera bellica e l’economia di guerra.

Facciamo nostro il senso profondo della dichiarazione dei GPI: oggi la Palestina, da Gaza a Gerusalemme, chiama alla mobilitazione generale contro il genocidio, contro la pena di morte dei prigionieri palestinesi, contro l’economia di guerra e contro la complicità degli Stati che permettono, finanziano, armano e proteggono l’occupazione coloniale israeliana. Il genocidio non si compie solo con i bombardamenti. Si compie anche con la firma su un contratto militare, con un veto al Consiglio di Sicurezza ONU, con il silenzio scelto davanti a decenni di prigionieri palestinesi brutalizzati dalle forze criminali dell’esercito israeliano. ridotti a oggetti di scherno. Noi non aspettiamo che le vittime abbiano i passaporti giusti per indignarci. Per questo diciamo con chiarezza: i porti non possono essere retrovie della guerra. Gioia Tauro non può essere trattata come una semplice infrastruttura neutrale dentro un’economia globale che trasporta armi, profitti, sfruttamento e morte. Ogni porto attraversato dalla filiera bellica è parte di un sistema che rende possibile il genocidio: dalla produzione militare alla logistica, dai contratti commerciali alle coperture diplomatiche, dalle basi militari alle rotte del commercio internazionale. Non lavorare per la guerra significa interrompere la catena logistica che rifornisce l’esercito israeliano. Significa rifiutare che il lavoro venga arruolato nella macchina bellica. Significa rompere la normalità della complicità. Significa dire che nessuna banchina, nessun container, nessuna infrastruttura del nostro territorio deve servire al massacro del popolo palestinese. La nostra azione dal basso ha già dimostrato che fermare le armi nei porti è possibile.

La Calabria sa bene cosa significhi essere trattata come una periferia sacrificabile, da sfruttare e militarizzare. La logica coloniale, razzista ed estrattiva che devasta la Palestina è la stessa che trasforma il Mediterraneo in una frontiera armata, i nostri porti in snodi bellici e il lavoro in un ingranaggio di morte. Per questo lo sciopero del 29 maggio non riguarda solo la Palestina. Riguarda tutte e tutti noi.

Riguarda il diritto di sciopero, attaccato e represso proprio quando prova a colpire i nodi reali del potere economico. Riguarda le lavoratrici e i lavoratori della logistica, dei porti, dei trasporti, dei servizi, chiamati a scegliere se continuare a essere usati dentro l’economia di guerra o diventare forza capace di interromperla. Come ricordano i Giovani Palestinesi d’Italia, la repressione contro chi ha scioperato e manifestato non è un fatto isolato: si inserisce nella politica di guerra dello Stato italiano, che restringe gli spazi di dissenso mentre aumenta le spese militari, sostiene Israele, criminalizza la solidarietà e tenta di colpire lo sciopero come strumento politico decisivo. È il momento di allargare la mobilitazione e bloccare la filiera bellica.

Invitiamo tutte le realtà solidali, sociali, sindacali, politiche, studentesche, ecologiste, femministe e antirazziste della Calabria a unirsi al presidio.

Venerdì 29 maggio, ore 17:00 Presidio davanti al Porto di Gioia Tauro

Conferenza stampa ore 18.30 – lungomare di San Ferdinando

Con lo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra Blocchiamo la filiera bellica.

Fuori la guerra dai nostri porti. Non lavoriamo per il genocidio. Palestina libera.

Firmato (In ordine alfabetico) BDS Calabria e gruppo embargo militare

Coordinamento Calabria per la Palestina Global Sumud Calabria global-intifada.org Thousand Madleens to Gaza

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