San Giovanni in Fiore (CS) – Cane intrappolato in laccio da bracconaggio. Salvato da Guardie zoofile e Gaia. Identificati i responsabili
COMUNICATO STAMPA
- GIOVANNI IN FIORE (CS): CANE INTRAPPOLATO IN UN LACCIO DA BRACCONAGGIO SALVATO DALLE GUARDIE ZOOFILE E DA GAIA ANIMALI & AMBIENTE ODV
San Giovanni in Fiore (CS), 22.05.2025
Identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria i responsabili del crudele gesto. La cagnolina, tratta in salvo in località Garga, è ora fuori pericolo.
Svolta nelle indagini relative al drammatico episodio di bracconaggio e maltrattamento di animali consumatosi in località Garga in data 11.05.2025, nel Comune di San Giovanni in Fiore (CS). Gli autori del posizionamento della trappola d’acciaio che ha quasi ucciso una cagnolina meticcia sono stati identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria. Risponderanno dei reati di maltrattamento di animali e utilizzo di mezzi di caccia non consentiti.
La cagnolina, di colore bianco panna e taglia media, era stata tratta in salvo grazie al tempestivo e provvidenziale intervento delle Guardie Zoofile prefettizie della associazione Kronos e di Marianna Martino, volontaria dell’associazione Gaia Animali e Ambiente OdV e delegata al randagismo per la Regione Calabria.
Durante un servizio di controllo del territorio, le guardie e la volontaria si erano imbattute in una scena straziante: l’animale si trovava bloccato all’esterno di una recinzione metallica, con l’addome brutalmente stretto da un laccio in acciaio munito di nodo scorsoio. Una trappola illegale e micidiale, posizionata attraverso un foro creato appositamente nella rete, verosimilmente destinata alla cattura di fauna selvatica.
Oltre allo stress e alle lesioni causate dal cappio d’acciaio, la cagnolina presentava un vistoso trauma oculare. Nonostante le difficoltà logistiche legate all’ora tarda e all’impossibilità di intervento della Polizia Locale per carenza di personale, le Guardie Zoofile e i soccorritori avevano presidiato la zona fino a notte fonda, permettendo al servizio di recupero di liberare l’animale.
Oggi, fortunatamente, la storia ha un lieto fine: la cagnolina è ufficialmente in salvo, affidata a cure amorevoli e fuori pericolo di vita. Nel frattempo, il laccio metallico recuperato e la dettagliata relazione fotografica presentata dai volontari hanno permesso agli inquirenti di stringere il cerchio attorno ai responsabili, che ora dovranno affrontare le conseguenze penali delle loro azioni.
“Siamo felici di comunicare che la cagnolina è finalmente al sicuro e sta ricevendo tutte le cure necessarie,” dichiara il presidente dell’associazione Gaia, Edgar Meyer. “Ma la notizia più importante è che l’illegalità non è rimasta impunita: l’identificazione e il deferimento dei responsabili all’Autorità Giudiziaria dimostrano che la collaborazione tra associazioni, guardie zoofile e magistratura funziona ed è letale per i bracconieri e i maltrattati di. Non tollereremo più che il nostro territorio sia teatro di simili barbarie”.
