Cerisano celebra Fingesten, possibile gemellaggio tra tre comuni
Una giornata intensa e carica di significato ha visto ieri Cerisano dedicare un programma di iniziative a Michel Fingesten, negli spazi del Museo a lui intitolato, ubicato nello storico Palazzo Sersale, oggi cuore pulsante della rinascita culturale del borgo.
L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Lucio Di Gioia, ha rappresentato un momento di alto valore culturale, educativo e istituzionale, confermando il ruolo centrale della figura di Fingesten nel percorso di valorizzazione identitaria del territorio.
La giornata si è aperta con un’importante attività dedicata agli studenti dell’Istituto Comprensivo di Cerisano, Marano Principato e Marchesato, protagonisti di una visita guidata immersiva all’interno del museo.
Attraverso un percorso educativo curato da Pierfrancesco Greco, delegato alla Cultura, e accompagnati dalle insegnanti, i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino la vita e la produzione artistica di Michel Fingesten, immergendosi in una narrazione capace di intrecciare arte, storia e memoria europea.
Per l’occasione, gli studenti si sono trasformati in veri e propri giovani reporter, animando il centro storico con interviste, domande e riflessioni rivolte a cittadini, commercianti e visitatori giunti per l’evento. Armati di taccuini e smartphone, hanno raccolto impressioni sulla figura di Fingesten e sul significato della sua opera oggi, restituendo un racconto autentico e rinnovato. All’interno del museo, gli ex libris sono diventati per loro “piccoli mondi da interpretare”, capaci di stimolare letture personali e profonde, offrendo uno sguardo fresco e originale sulla produzione dell’artista.
Accanto agli studenti, le insegnanti, il sindaco Lucio Di Gioia, amministratori e famiglie hanno accompagnato una giornata che ha unito formazione e partecipazione civica, trasformando l’esperienza in un’occasione concreta di crescita e consapevolezza.
Un’esperienza formativa intensa, che ha consentito alle nuove generazioni di comprendere come l’opera di Fingesten rappresenti una testimonianza diretta delle contraddizioni del Novecento, restituendo attraverso il linguaggio incisivo dell’arte non solo i drammi della guerra ma anche quelli più introspettivi sulla condizione umana.
Nel pomeriggio, il museo ha ospitato un incontro pubblico di grande rilievo istituzionale e culturale. Ad aprire il confronto insieme al sindaco del Comune di Cerisano, Lucio Di Gioia, il sindaco del Comune di Tarsia, Roberto Ameruso, e del Comune di Bisignano, Francesco Fucile, che hanno dato vita a un dialogo istituzionale intenso e partecipato.
Dal confronto è emersa una chiara volontà condivisa di rafforzare una rete territoriale fondata sulla memoria storica e culturale di Fingesten, aprendo anche alla prospettiva di un possibile gemellaggio tra i tre comuni.
Un legame che trova le sue radici nella vicenda umana e artistica di Fingesten, che attraversa questi territori: dal Campo di Ferramonti, luogo simbolo della memoria europea del Novecento, fino alle testimonianze artistiche presenti a Bisignano – tra cui l’ultima opera dell’artista prima della sua morte – e alla sua sepoltura a Cerisano.
A seguire, il dibattito si è concentrato sul valore artistico dell’opera di Fingesten, grazie agli interventi di studiosi, storici e curatori. Moderato da Anna Infante, curatrice del museo, l’incontro ha visto i contributi di Luigi Bilotto, Vittorio Cappelli, Luigi Bergomi e Giulio Garlaschi, che hanno restituito una lettura approfondita della produzione dell’artista.
È emersa con forza la straordinaria modernità del linguaggio incisorio di Fingesten, considerato tra i pionieri nell’utilizzo della grafica come forma espressiva autonoma. La sua opera, profondamente influenzata dall’Espressionismo tedesco, si distingue per una forte carica simbolica e per la capacità di rappresentare il corpo e la figura umana in chiave drammatica.
Particolarmente rilevanti sono i richiami a una dimensione sensuale ed erotica, che nelle incisioni vengono però deformati, sfigurati e rielaborati, assumendo tratti inquieti, talvolta macabri, in una tensione continua tra bellezza e angoscia. Un linguaggio artistico potente, capace di raccontare le contraddizioni più profonde dell’animo umano e del secolo scorso.
L’inaugurazione del Museo Michel Fingesten rappresenta un nuovo e significativo tassello nel percorso di valorizzazione culturale del borgo di Cerisano.
Il museo non si configura solo come spazio espositivo, ma come luogo vivo di produzione culturale, ricerca e formazione, capace di attrarre studiosi, appassionati e visitatori, e di dialogare con le nuove generazioni.
In questa direzione, l’Amministrazione comunale ha già avviato la progettazione di un concorso di grafica dedicato a Michel Fingesten, con l’obiettivo di valorizzarne ulteriormente la memoria e coinvolgere artisti contemporanei in un dialogo creativo con la sua eredità.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di rigenerazione dei borghi finanziato con fondi dell’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR, con il supporto del Ministero della Cultura.

