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Marina di Gioiosa Ionica, riaffiorano dal mare le casematte della Seconda guerra mondiale

Dopo l’alluvione causata dal ciclone Harry, i mezzi impegnati nella sistemazione dell’arenile portano alla luce antiche strutture militari difensive risalenti agli anni ’40. Il sindaco Rocco Femia: «Un patrimonio da preservare».

Una scoperta dal grande valore storico e testimoniale è emersa nelle scorse ore sul lungomare di Marina di Gioiosa Ionica, dove, durante le operazioni di pulizia dell’arenile successive ai danni provocati dall’alluvione legata al ciclone Harry, i mezzi meccanici impegnati nei lavori hanno riportato alla luce una struttura militare sepolta dalla sabbia da decenni. A segnalare immediatamente il ritrovamento è stato lo stesso sindaco Rocco Femia, che ha seguito da vicino le attività di ripristino del litorale.

Durante gli interventi, a pochi metri dalla battigia, gli operatori si sono imbattuti nella prima “casa matta”, ovvero una casamatta militare: una postazione difensiva fortificata utilizzata dai soldati per l’osservazione e la difesa delle coste in caso di possibili sbarchi nemici. Proseguendo con gli scavi e la rimozione dei detriti accumulati nel tempo, sono emerse ulteriori strutture collegate tra loro, tra cui una stanza retrostante ancora ben riconoscibile nelle pareti e altre trincee disposte in formazione, segno evidente di un sistema difensivo organizzato e non di una singola postazione isolata.

Le casematte rappresentavano una evoluzione delle tradizionali trincee, realizzate in muratura o cemento armato e parzialmente interrate per garantire protezione ai militari e un ampio campo visivo sul mare. Da queste postazioni i soldati controllavano l’orizzonte, pronti a segnalare eventuali avvistamenti e a reagire in caso di operazioni di sbarco. La struttura rinvenuta presenta infatti una forma circolare, con evidenti protezioni frontali dove trovava posizione il soldato di guardia, mentre nella parte retrostante erano collocati altri militari e le dotazioni di supporto.

Secondo le prime valutazioni storiche, il complesso difensivo risalirebbe con molta probabilità agli anni Quaranta del Novecento, in pieno periodo della Seconda guerra mondiale, quando lungo le coste italiane vennero realizzate numerose opere militari per prevenire possibili invasioni dal mare. Non si esclude tuttavia che alcune strutture possano avere origini precedenti, successivamente adattate e potenziate durante il conflitto.

Grande soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino, che ha sottolineato la volontà dell’amministrazione di preservare e valorizzare il ritrovamento, riconoscendone l’importanza storica per la memoria del territorio. Resta però la preoccupazione legata alla posizione delle strutture, molto vicine alla linea di battigia: una futura mareggiata potrebbe infatti ricoprire nuovamente tutto sotto la sabbia, cancellando temporaneamente quanto riemerso dopo oltre ottant’anni.

Il ritrovamento apre ora nuovi interrogativi sulla presenza di ulteriori postazioni lungo quel tratto di costa. La disposizione delle trincee lascia infatti ipotizzare l’esistenza di un’intera linea difensiva costiera, ancora in gran parte nascosta sotto l’arenile, pronta forse a restituire altri frammenti di storia militare del Novecento calabrese.

tratto da telemia.it