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RECORD STORICO NEL MEDITERRANEO: ONDA DI 16,66 METRI! ECCO PERCHÉ “HARRY” È STATO COSÌ POTENTE

Il ciclone “Harry” entra di diritto nei libri di meteorologia. I dati pubblicati dall’ISPRA confermano un evento eccezionale. La boa situata nel tratto di mare tra Portopalo di Capo Passero e l’isola di Malta, durante la fase clou della tempesta, ha registrato un’onda massima (Hmax) di ben 16,66 metri.
🏆 È il nuovo record assoluto per il Mediterraneo. Il dato, registrato alle ore 14:30 UTC del 20 gennaio 2026, batte il precedente primato di 14,2 metri misurato dalla boa di Dragonera (Spagna) durante la tempesta “Gloria” del gennaio 2020. Siamo di fronte a valori tipici degli Oceani, non di un mare chiuso.
📊 COME LEGGERE IL GRAFICO CHE ALLEGATO Nel grafico qui sotto vedete due linee fondamentali: 🔹 La linea AZZURRA (Onda Significativa – Hs): mostra un picco di 8,88 metri (ore 17:30 UTC). Scientificamente, l’onda significativa è la media del “terzo” delle onde più alte. In parole semplici: è l’altezza media delle onde più grandi che un osservatore vedrebbe a occhio nudo guardando il mare in tempesta. Un valore di quasi 9 metri classifica il mare come GROSSO (Scala Douglas). 🔸 La linea GIALLA (Onda Massima – Hmax): indica la singola onda più alta registrata tra tutte. È qui che tocchiamo i 16,66 metri. È l’onda “anomala” o singola, quella gigante che svetta in mezzo alle altre.
❓ PERCHÉ HARRY È STATO COSÌ POTENTE? LA “RICETTA” PERFETTA Come è possibile che nel Mediterraneo si formino onde oceaniche? Per generare un moto ondoso così violento servono tre ingredienti che devono agire insieme. “Harry” li aveva tutti:
1️⃣ L’INTENSITÀ DEL VENTO: Il ciclone ha generato venti tempestosi. Questo è avvenuto perché la bassa pressione (Harry), muovendosi verso est, ha trovato un “muro”: una coriacea e robusta Alta Pressione bloccata sull’Europa centrale e orientale. Questa differenza di pressione in pochi km (alto gradiente barico) ha agito come un acceleratore naturale per i venti.
2️⃣ IL “FETCH” (Il braccio di mare libero): È un concetto fondamentale. Il fetch è la distanza di mare aperto su cui il vento può soffiare senza incontrare ostacoli (isole o terre emerse). Più lungo è il tragitto libero, più il vento riesce a trasferire energia all’acqua, alzando le onde. Harry ha fatto soffiare i venti su una porzione immensa del Mediterraneo meridionale e Ionio, permettendo al mare di “caricarsi” al massimo.
3️⃣ LA PERSISTENZA: Non basta un colpo di vento forte. Il vento deve soffiare per tante ore nella stessa direzione. Poiché Harry è rimasto “bloccato” dall’Alta Pressione sui Balcani (ha letteralmente “sbattuto” contro il muro anticiclonico), il ciclone ha stazionato per giorni quasi nella stessa posizione, martellando lo stesso tratto di mare per un tempo lunghissimo.
Vento furioso + Mare aperto + Tante ore = Record Storico. Un evento che ci ricorda, dati alla mano, l’enorme energia che la natura può sprigionare anche nel nostro Mar Mediterraneo.
Si ringrazia per l’articolo il meteorologo Fabio Zimbo
foto (Siderno) tratta dal web